Europa

Von der Leyen sul patto di stabilità: «Prima usare 95 miliardi»

«Ridurre la dipendenza da fonti fossili, prepareremo entro l’estate un piano per l’elettrificazione»

La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen. REUTERS/Yiannis Kourtoglou REUTERS

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La presidente della Commissione von der Leyen, nella conferenza stampa al termine del Consiglio europeo informale a Nicosia, Cipro, ha ribadito che la clausola di sospensione delle regole di bilancio può scattare se c’è una recessione, un rallentamento «severo» dell’attività e questo non è il caso «per fortuna». Tuttavia ha indicato che «stiamo in allerta, monitoriamo strettamente la situazione e l’Ecofin discuterà nel merito». Von der Leyen ha poi detto, relativamente alla richiesta di flessibilità (da parte italiana e spagnola), che «è effettiva la necessità di enormi investimenti nel settore energia» e che la Ue ha messo a disposizione con tutti gli strumenti europei circa 300 miliardi di euro per investimenti in questo settore, di cui 95 miliardi «non ancora usati». Di qui la necessità che gli Stati «li usino».

«Ridurre la iper-dipendenza da fonti fossili»

«L’impatto della crisi è tangibile, il conto dell’import di fonti fossili è aumentato di 25 miliardi. Dobbiamo ridurre la nostra iper-dipendenza da fonti fossili, dobbiamo spingere le nostre risorse energetiche accessibili e pulite, come le rinnovabili e il nucleare», ha aggiunto von der Leyen. «Questa situazione di iper-dipendenza deve cambiare e cambierà. Per questo motivo accelereremo l’elettrificazione della nostra Unione. Entro l’estate presenteremo il piano d’azione per l’elettrificazione con un avvio ambizioso, perché il messaggio generale di ieri è stato: molta più energia pulita e sostenibile».

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«Non si tratta solo di accessibilità economica, ma anche di sicurezza e indipendenza economica. Passando alla nostra Agenda per la competitività, proprio stamattina, in qualità di Presidente della Commissione europea, ho firmato la tabella di marcia per un’Europa unica, finalmente con una data precisa», aggiunge.

Da Bruxelles una "cassetta degli attrezzi" contro la crisi energetica

Sono necessarie nuove risorse

«Se vogliamo» garantire le risorse necessarie per ripagare il debito del Recovery e finanziare le nuove priorità dell’Ue e quelle storiche, «esiste una sola soluzione: nuove risorse proprie, che sono indispensabili», ha aggiunto von der Leyen al termine del vertice di Cipro. «Ho presentato i diversi elementi del pacchetto di nuove risorse proprie. Senza di esse, la scelta è netta: o aumentano i contributi nazionali o si riduce la capacità di spesa. Non ci sono alternative. Una minore capacità di spesa significherebbe meno Europa proprio quando serve più Europa».

Valutare azioni contro la crisi di Hormuz, come l’ampliamento di Aspides e il corridoio Imec

«La sicurezza» dell’Ue e del Golfo «è legata in maniera intrinseca. Una minaccia a una nave mercantile nello stretto di Hormuz è una minaccia a una fabbrica, per esempio, in Belgio. Ho per questo proposto di andare oltre la gestione reattiva delle crisi. Potremmo considerare di ampliare la portata di missioni come l’Operazione Aspides, passando dalla mera protezione a un sofisticato coordinamento marittimo congiunto, ha detto ancora Ursula von der Leyen.

«Siamo pronti collaborare con i paesi del Golfo» per «diversificare i canali di esportazione. È giunto il momento di promuovere progetti di connettività promettenti come l’Imec, il corridoio economico India-Medio Oriente. Dobbiamo ridurre la dipendenza dal collo di bottiglia di Hormuz», ha concluso von der Leyen.

La commissione sullo scostamento dalle regole di bilancio: rispettare il percorso correttivo

Sul tema dello scostamento dalle regole di bilancio, un portavoce della Commissione europea interpellato sulle modalità che dovrebbe seguire un Paese che volesse procedere a uno scostamento ha affermato: «Secondo il braccio correttivo del Patto di stabilità e crescita, gli Stati membri soggetti a una procedura per disavanzo eccessivo dovrebbero rispettare il percorso correttivo raccomandato dal Consiglio, definito in termini di crescita della spesa netta».

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