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Volkswagen, nuovo allarme per i conti

La casa automobilistica riduce le previsioni sul margine operativo - Previsto un impatto negativo di 10 miliardi legato alla svalutazione di Porsche e alle difficoltà sul mercato cinese

epa13245589 Stabilimento della casa automobilistica tedesca “Volkswagen” a Wolfsburg, Germania, 17 settembre 2026. Il ministro delle Finanze tedesco Lars Klingbeil ha incontrato il comitato aziendale del Gruppo Volkswagen per discutere della crisi legata al taglio dei costi della casa automobilistica e della concorrenza internazionale.  EPA/FILIP SINGER EPA

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La maxi-svalutazione da 6 miliardi sul valore della partecipazione in Porsche e le perduranti difficoltà sul mercato cinese pesano sui conti Volkswagen, che rivede al ribasso le previsioni sul 2026. Il Gruppo tedesco abbassa l’outlook sul margine operativo, anche a causa dei costi e degli accantonamenti legati al piano di tagli ai posti di lavoro lanciato nelle scorse settimane: ora la previsione è di un’incidenza sul fatturato non superiore all’1%, in calo rispetto alla precedente forbice compresa tra il 4% e il 5,5%. Le azioni sono crollate fino al 7,5% dopo l’annuncio, il più grande calo intraday in un anno.

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Nel complesso, Volkswagen si aspetta che effetti negativi nell’ordine di 10 miliardi (900 milioni già contabilizzati nel primo semestre, la maggior restante parte nel terzo trimestre) trascinino al ribasso i risultati. Il gruppo prevede per il 2026 un fatturato di circa 315 miliardi, sostanzialmente in linea rispetto ai 321,9 miliardi del 2025. Lo scostamento più rilevante è però, come detto, sul risultato operativo. Volkswagen prevede nel secondo semestre impatti per circa 2 miliardi legati all’ampliamento dei programmi di prepensionamento e alla prevista cessione di Volkswagen Osnabruck. Il drastico taglio delle aspettative segue poi l’accordo faticosamente raggiunto con i lavoratori questo mese, che raddoppierà i tagli ai posti di lavoro a 100mila unità a livello globale e per il quale sono previsti accantonamenti. La casa automobilistica ha avvertito inoltre di un «ulteriore deterioramento del contesto di mercato, specialmente in Cina, nonché di una accelerata rotazione della domanda a favore dei veicoli elettrici a batteria». Il mercato automobilistico cinese è sprofondato di oltre un quinto fino ad agosto di quest’anno, anche a causa della prolungata crisi del settore immobiliare, ma per Volkswagen la flessione è stata peggiore, legata alla difficoltà di offrire una gamma di veicoli elettrici competitivi.

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Il profit warning ha sollevato infine interrogativi sul marchio Porsche, di cui Volkswagen controlla il 75,4%, il più colpito dai dazi statunitensi e dal crollo della domanda di marchi di lusso stranieri in Cina. Porsche - che proprio nei giorni scorsi ha annunciato il perfezionamento della cessione della quota in Bugatti, generando extraproventi per un miliardo di euro - si sta preparando per un Capital Markets Day il 7 ottobre, in cui si prevede che definirà i nuovi obiettivi finanziari e le strategie a medio termine. Volkswagen ha dichiarato che la svalutazione fa seguito all’aggiornamento della pianificazione a lungo termine e a stime riviste sulla valutazione di Porsche, suggerendo che la rettifica sia legata a questo processo.

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