Voli Iran, sanzioni Usa: il primo giorno di applicazione tra sfide e cedimenti
4' di lettura
4' di lettura
Washington minaccia di escludere dal sistema del dollaro chiunque fornisca carburante, assistenza a terra o venda biglietti delle compagnie di Teheran. I collegamenti con alcuni Paesi sono stati sospesi, mentre altri proseguono; il regime minaccia gli aeroporti dei paesi limitrofi se questi bloccheranno i voli iraniani.
Chiedilo al Sole
Le compagnie aeree iraniane continuano a operare voli internazionali, sfidando le sanzioni che gli Stati Uniti hanno minacciato per le società che forniscono loro servizi. Poche ore dopo l’entrata in vigore delle restrizioni statunitensi, il sito di tracciamento Flightradar24 mostrava già sei voli partiti dall’ Iran e diretti in varie destinazioni internazionali: tre verso la Cina, due verso la Thailandia, uno verso l’Afghanistan.
Intanto il regime ha minacciato di paralizzare gli aeroporti dei paesi confinanti se bloccheranno i voli iraniani. Se questi «collaboreranno con gli Stati Uniti bloccando i voli iraniani, l’Iran farà in modo che i loro aeroporti non possano funzionare», ha affermato mercoledì 23 settembre Mohsen Rezaei, segretario del Consiglio Supremo di Sicurezza Nazionale iraniano, in un’intervista alla Tv di Stato.
Le tratte bloccate
Un agente di viaggi a Teheran ha dichiarato all’Afp che i voli per Baghdad (Iraq), Muscat (Oman), Qatar, Georgia e Azerbaigian sono stati tutti sospesi.
La Georgia ha vietato da lunedì 21 settembre tutti i voli iraniani sul proprio territorio. Da mezzanotte di mercoledì 23 settembre, con l’entrata in vigore delle sanzioni statunitensi gli aeroporti di Baghdad (in Iraq) e Muscat (in Oman) non accettano più voli iraniani.







