Volare in buca: i migliori campi da golf a portata di decollo
Da Casa de Campo a Laucala Island nelle Fiji, da un green leggendario all’altro, a bordo di un jet privato, con servizi tailor made, incontrando i campioni. È l’ultimo trend per golfisti appassionati.
5' di lettura
5' di lettura
È il sogno di tanti golfisti: giocare su campi leggendari evitando, per raggiungerli, sveglie all’alba, terminal affollati, oltre alla sfida di trasportare intatte le amate sacche. Per questo, il noleggio di jet privati è in crescita nel settore e Denesz Thiyagarajan, manager di Iba Group, società di consulenza aeronautica, prevede un ulteriore aumento nei prossimi anni. Le compagnie di aviazione, per adeguare l’offerta al mondo del golf, stanno collaborando con tour operator d’élite per offrire servizi che iniziano prima del decollo e continuano a terra, con l’accesso facilitato ai campi e itinerari personalizzati che permettono di giocare in più destinazioni. TCS World Travel, compagnia attiva nel mondo dei voli privati tailor-made, per esempio, offre itinerari su misura sulla sua flotta di jet. Tra questi, Golf Around the World: 18 giorni dagli Stati Uniti al Sudest Asiatico sino all’Europa, per terminare poi a Washington. Oppure il South America Golf Tour, 20 giorni per giocare a Barbados sul Green Monkey, progettato dal pluripremiato architetto di green Tom Fazio, in Perù al Los Inkas Golf Club, tra le rovine pre-inca, in Brasile al Gávea Golf and Country Club, incastonato tra la foresta tropicale di Tijuca e l’oceano Atlantico e, infine, nella Repubblica Dominicana al Punta Espada Golf Club a Cap Cana, con buche a bordo oceano. Si alloggia in hotel cinque stelle, si vola senza scali con una serie di servizi esclusivi a bordo, tra cui uno chef, un medico e un team di spedizioni addetto ai bagagli. E si utilizzano per lo più piccoli aeroporti regionali. Anche Kalos Golf, sempre in partnership con TCS World Travel, propone viaggi per golfisti, in gruppi di 52 ospiti massimo, spostandosi di green in green con gli Airbus A321 di Titan Airways.
Il golf, del resto, è un gioco che richiede concentrazione, precisione e tempismo. Non sorprende, quindi, che i top player, tra un torneo e l’altro, quando non stanno realizzando un birdie o un eagle, scelgano di muoversi nel modo più rapido: su un aereo di proprietà, come nel caso del campione Tiger Woods che possiede un Gulfstream G550 da 53 milioni di dollari. Oppure con formule in proprietà frazionaria.
NetJets, pioniere della fractional ownership, permette per esempio di possedere la quota di un velivolo con un numero garantito di ore volo annuali e i vantaggi di esserne proprietari senza le complessità e i costi di gestione. Oltre a collaborare con professionisti e ambasciatori come Scottie Scheffler, Dustin Johnson e Justin Thomas, è anche il fornitore ufficiale di jet privati del PGA Tour e propone ai clienti esperienze uniche, come osservare da vicino i campioni del Masters 2026 (quest’anno si è disputato all’Augusta National Golf Club in Georgia).
Ma esistono anche altri modi per volare su jet personali senza acquistarli: la formula membership proposta da VistaJet collega il 96 per cento del mondo attraverso un modello basato su un abbonamento asset-free, che passa dall’acquisto di ore di volo senza oneri finanziari o operativi legati alla proprietà, ed è pensato per i frequent flyer (oltre 50 ore all’anno). In volo, divano, letto, ufficio, biblioteca, tutto è personalizzato per il riposo dell’atleta. «È come una casa nell’aria», dichiara il fuoriclasse basco Jon Rahm, che utilizza spesso un aereo della flotta Global 7500. VistaJet propone anche itinerari nella collezione Private World, che combinano voli privati, esperienze golfistiche esclusive e soggiorni in resort famosi come Casa de Campo nella Repubblica Dominicana, Mandarin Oriental a Canouan, nei Caraibi e Laucala Island nelle Fiji, accessi ai tornei, incontri personalizzati con i player, come lo stesso Jon Rahm, e pacchetti per eventi come la Ryder Cup (nel 2026 presso l’Adare Manor Golf Club in Irlanda), o lo U.S. Open, allo Shinnecock Hills Golf Club di Southampton, New York (18-21 giugno 2026). Tra le esperienze più ambite, anche qui, l’accesso esclusivo all’Augusta National Golf Club per il Master 2026 – in questo caso in collaborazione con XO, marketplace digitale per la prenotazione immediata di jet – con inclusa l’ospitalità nel retreat Vista House e l’incontro con golfisti come Gary Player, o la partecipazione a un torneo Pro-Am accanto a campioni come Phil Mickelson. In Europa, tra le destinazioni più richieste c’è la Toscana con il Rosewood Castiglion del Bosco: volo privato, soggiorno, lezioni con i professionisti ed esperienze culinarie legate ai grandi vini.
Esiste anche un’altra formula di volo con charter jet privati on demand senza membership, come quella lanciata dalla piattaforma Victor. Racconta Davide Paladino, senior aviation sales leader: «I nostri clienti scelgono aeromobili moderni con tecnologie all’avanguardia e grande semplicità di prenotazione: vogliono noleggiarli con la stessa facilità con cui si chiama un Uber». Grazie alla partnership con Golf Traveller, i clienti affittano vari tipi di jet, giocano su diversi campi di alto ranking in un unico viaggio, partecipano a eventi come The Masters, The Open Championship o la Ryder Cup. L’Inghilterra, la Scozia, St. Moritz e anche la Sicilia – con il Verdura Resort – sono tra le mete più amate dai golfisti anche per i voli della società svizzera Air-Dynamic, che negli ultimi due anni ha organizzato il proprio Golf Trophy. «Tra gli itinerari più richiesti, curati dal nostro team concierge c’è quello in Scozia e Irlanda per sfidarsi sui più celebri links, tra cui il St. Andrews Old Course», spiega Dan Hurley, co-fondatore di Global Charter, «Un altro classico è invece la West Coast americana, con tappe a Pebble Beach e Spyglass Hill, o in Oregon, a Bandon Dunes». È così che il tradizionale viaggio vacanza si trasforma in un grand tour golfistico: l’unica cosa di cui preoccuparsi è il colpo dal tee di partenza.












