Voglia di pace sui Campi Elisi: folla in piedi per gli atleti di Ucraina e Palestina
La delegazione della Palestina è formata da un unico atleta: Fadi El-Deeb, 39 anni, di Gaza, che gareggia nel getto del peso, categoria F55
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Lo sport è politica. Sempre. Alla cerimonia di apertura dei Giochi paralimpici di Parigi, esclusa la squadra di casa, sommersa dalla gioia e dagli applausi dei tifosi francesi, sono state due le delegazioni per le quali il pubblico si è alzato in piedi, quella dell’Ucraina e quella della Palestina. La voglia di pace camminava sui Campi Elisi.
La delegazione della Palestina è formata da un unico atleta: Fadi El-Deeb, 39 anni, di Gaza, che gareggia nel getto del peso, categoria F55. È rimasto paralizzato nel 2001 dopo che un cecchino israeliano gli ha sparato alla colonna vertebrale. Non ha sponsor, né risorse economiche, non ha uno staff al seguito, né familiari o amici. Impossibile in tutti i sensi immaginare qualcuno accanto per motivi economici e bellici: “Come palestinese, il mio corpo è qui – ha dichiarato Fadi – ma la mia mente, il mio tutto, è nella Striscia di Gaza”. E ancor più forte è il suo appello ai diritti e alla pace: “Siate semplicemente umani, dateci gli stessi diritti umani che hanno gli altri. Abbiamo una vita, abbiamo obiettivi, abbiamo sogni. Ho alzato la mia bandiera qui a Parigi per mostrare alla gente che la Palestina non sta morendo. Siamo ancora qui, stiamo lottando, siamo ancora vivi”.



