Virus cinese, l’analisi genetica indica il passaggio dai pipistrelli ai serpenti
La misura per contenere la diffusione dell’epidemia è la quarantena. Ma tre gruppi di ricerca distinti stanno per iniziare a lavorare allo sviluppo di potenziali vaccini
di Francesca Cerati
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Fumata nera il 22 gennaio a Ginevra. L'Organizzazione mondiale della sanità, che ha tenuto un comitato di emergenza sul nuovo virus, per voce del direttore generale Tedros Adhanom Ghebreyesus ha dichiarato di aver bisogno di maggiori informazioni sul virus e sulla sua diffusione prima di poter dichiarare l'epidemia un'emergenza di sanità pubblica. E ha rimandato al giorno successivo la decisione.
«Questa è una situazione complessa e in evoluzione- ha detto Ghebreyesus - La decisione se dichiarare o meno un'emergenza di sanità pubblica di rilevanza internazionale è una questione che prendo estremamente sul serio e che sono disposto a prendere solo con un'adeguata considerazione di tutte le prove».
Delle 22 province cinesi, solo sette non hanno segnalato casi confermati di coronavirus di Wuhan.
E qualche elemento in più emerge sull’origine dell’epidemia. Il virus cinese 2019-nCoV sembra essere arrivato all'uomo dai serpenti: il krait cinese e il cobra cinese nei quali il virus, trasmesso dai pipistrelli, si sarebbe ricombinato e poi passato all'uomo. Lo indica l'analisi genetica pubblicata sul Journal of Medical Virology da Wei Ji, Wei Wang, Xiaofang Zhao, Junjie Zai, e Xingguang Li, delle università di Pechino e Guangxi. La ricerca è stata condotta su campioni del virus provenienti da diverse località della Cina e da diverse specie ospiti.
Il krait a molte fasce (Bungarus multicinctus), noto anche come krait di Taiwan o krait cinese, è una specie altamente velenosa di serpente della famiglia degli elapidi che si trova in gran parte della Cina centrale e meridionale e del sud-est asiatico.


