Giornata internazionale

Violenza donne, almeno un’aggressione per 6,4 milioni ma solo il 10,5% denuncia il partner

Che sia di tipo fisico o sessuale gli episodi riguardano quasi il 32% delle donne italiane e se nella popolazione femminile cresce la consapevolezza ancora in un quarto dei casi la violenza è solo uno dei motivi della separazione

di Barbara Gobbi

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Sono circa 6 milioni e 400mila (il 31,9%) le donne italiane dai 16 ai 75 anni di età che hanno subito almeno una violenza fisica o sessuale nel corso della vita a partire dai 16 anni di età. Il 18,8 ha subìto violenze fisiche e il 23,4% violenze sessuali; tra queste ultime, a subire stupri o tentati stupri sono il 5,7% delle donne.
Il quadro è tracciato dall’Istat nell’Indagine “Sicurezza delle donne” con cui attraverso interviste rivolte a un campione rappresentativo di donne si fotografa l’ammontare delle vittime della violenza maschile, includendo anche le esperienze subite e mai denunciate alle autorità (“sommerso della violenza”).

Stabile il dato generale

Nel 2025, il numero di vittime di violenza fisica o sessuale nei cinque anni precedenti l’intervista è sostanzialmente stabile rispetto allo stesso dato rilevato nel 2014.
Il 26,5% delle donne ha subito violenza fisica o sessuale da parenti, amici, colleghi, conoscenti o sconosciuti. Considerando le donne che hanno un partner o lo hanno avuto in passato, sono il 12,6% le donne vittime di violenza fisica o sessuale nell’ambito della coppia. Dai partner - sottolineano dall’Istat - si subisce anche violenza psicologica (17,9%) e violenza economica (6,6%).
Gli importanti aumenti delle violenze subite dalle giovanissime (16-24 anni) e dalle studentesse - avvisano dall’Istat nella sintesi - non modificano il dato medio.

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Il ruolo dell’ex partner

Sono circa 1 milione 720mila le donne che hanno subito violenza fisica da parte dell’ex partner, pari al 15,9% delle donne con un ex. Le violenze sessuali subite dagli ex sono quasi 950mila, pari all’8,7% delle donne che hanno avuto partner in passato. Per violenza da un ex partner - sottolineano dall’Istat - si considera sia quella esercitata durante la relazione di coppia sia quella effettuata dopo la fine della relazione di coppia. Tuttavia, nella larga maggioranza dei casi (84,1%) le violenze degli ex partner si sono verificate durante la relazione di coppia.

Le donne che avevano un partner violento al momento dell’intervista, in quasi la metà dei casi (45,9%) lo hanno lasciato proprio a causa delle violenze subìte, mentre per un altro 26,3% la violenza è stata solo una delle motivazioni della separazione.

Dal partner il 63,8% degli stupri

I partner, attuali ed ex, sono responsabili della quota più elevata di tutte le forme di violenza fisica rilevate, con quote superiori al 50% (fatta eccezione per le minacce), e di alcuni tipi di violenza sessuale come lo stupro nonché i rapporti sessuali non desiderati, ma subiti per paura delle conseguenze. Il 63,8% degli stupri, infatti, è opera di partner (il 59,1% degli ex partner, il 4,7% del partner attuale), il 19,4% di un conoscente e il 10,9% di amici.
Solo il 6,9% è stato opera di estranei alla vittima (Prospetto 2). I tentati stupri, oltre a quelli subiti da parte dell’ex (29,9%), sono perpetrati più da conoscenti (24,1%), amici (13,4%) ed estranei (17,2%).

Nel 2025 è stato rilevato per la prima volta, come peraltro avviene in ambito internazionale, una forma di stupro che accade in contesti particolari, quando la vittima non è in grado di rifiutare oppure opporre resistenza perché è stata drogata o è sotto l’effetto di alcool; tale situazione riguarda l’1% delle donne ed è riconducibile in prevalenza a ex partner (38,9%), conoscenti (35,3%), amici (23,4%) e sconosciuti (8,3%).

Donne più consapevoli

Il quadro fornito dall’indagine evidenzia una maggiore consapevolezza dei rischi da parte delle donne; si registra, infatti, una diminuzione delle esperienze di violenza subite dal partner attuale, sia di natura fisica e sessuale sia psicologica ed economica.
L’informazione e la formazione nonché gli ultimi strumenti messi a disposizione dalla legge mostrano i primi effetti: una “maggiore consapevolezza” si manifesta infatti anche nell’aumento delle vittime che considerano un reato quanto hanno subito e di quelle che ricercano aiuto presso i Centri antiviolenza e i servizi specializzati, soprattutto per le violenze subite da parte dei partner. Rimangono stabili invece i comportamenti di denuncia: 10,5% le vittime che hanno denunciato la violenza subita da parte dei partner o ex partner negli ultimi cinque anni.

Gli omicidi

Nel 2024 in Italia si sono verificati 327 omicidi, in calo del -2,1% rispetto al 2023: 116 donne e 211 uomini. La diminuzione ha riguardato soprattutto le vittime di sesso maschile (-2,8%), mentre gli omicidi di donne sono diminuiti di una sola unità. Il quadro complessivo del Paese mostra una interruzione della ripresa degli omicidi successiva alla pandemia di Covid-19 e il nostro Paese resta comunque tra quelli storicamente a minor rischio nell’Unione europea.
In questo quadro, nel 2024 sono 62 le donne uccise da un partner o un ex partner e quasi tutti sono uomini. Per le donne si conferma quindi un quadro stabile in cui le morti violente avvengono soprattutto all’interno della coppia. Nel 2024 è pari allo 0,21 per 100mila donne il tasso delle donne uccise da un partner o un-ex partner, sia esso un coniuge, un convivente o un fidanzato (valore invariato rispetto al 2023). Per gli uomini lo stesso tasso è pari a 0,03 per 100mila uomini.

In particolare, sono i partner con cui la donna ha una relazione al momento della morte (coniugi, conviventi, fidanzati) a compiere il maggior numero degli omicidi nella coppia (il 47,4%), mentre sono il 6% gli ex partner (ex coniugi, ex conviventi, ex fidanzati).

Delle 62 donne uccise nell’ambito della coppia i partner maschi sono 61 (98,4%), mentre gli otto uomini vittime di partner sono stati uccisi tutti da donne. Le donne italiane vengono uccise dai partner, attuali o precedenti, nel 49,5% dei casi, le straniere nel 68,0%.

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