Il rapporto della Criminalpol

Violenza contro le donne, dal 2019 +35% stupri e maltrattamenti. Crescono denunce e ammonimenti

I dati del Servizio analisi criminale della Polizia segnalano anche l’incremento di stalking e revenge porn. Femminicidi in lieve calo. Lo scorso anno boom ammonimenti (+94%) e allontanamenti (+224%)

di Manuela Perrone

(AP Photo/Luca Bruno)

3' di lettura

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Non c’è pace per le donne. È uno stillicidio: dal 2019, quando è entrata in vigore la legge 69 (il Codice rosso) al 2024 i reati di atti persecutori, maltrattamenti e violenze sessuali hanno conosciuto un aumento costante e progressivo, fino a crescere di un terzo circa. Lo stesso è accaduto a uno dei nuovi delitti introdotti: la violazione di provvedimenti di divieto di avvicinamento o obbligo di allontanamento dai luoghi frequentati dalla vittima. Per non parlare del revenge porn: a parte un rallentamento nel 2022, i reati nel quinquennio sono più che raddoppiati.

L’istantanea della Polizia criminale: nel 2024 uccise 113 donne

A scattare una fotografia dettagliata della situazione è il rapporto “8 marzo” del Servizio analisi criminale della Criminalpol, presentato oggi a Roma a pochi giorni dall’approvazione in Consiglio dei ministri dello schema di disegno di legge che introduce il reato di femminicidio, punito con l’ergastolo. Molte le ombre, poche le consolazioni. Lo scorso anno gli omicidi con vittime donne sono stati 113 (in calo del 6% rispetto al 2023), 99 delle quali in ambito familiare o affettivo, tra cui 61 uccise per mano del partner o ex contro dieci uomini. «Dati tra i più bassi dell’ultimo decennio - si legge nel documento - che testimoniano il forte impegno della società per la sensibilizzazione sul fenomeno e, in particolare, delle forze di polizia per l’attenta e costante attività di prevenzione». Nel 2024 sono infatti quasi raddoppiati gli ammonimenti del Questore (+94%) e più che triplicati gli allontanamenti del maltrattante dalla casa familiare (+224%).

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Violenze e maltrattamenti in crescita del 34%

Ma è la salita dei reati a preoccupare, seppur attribuibile - segnala la Polizia - anche all’aumento della consapevolezza che spinge alla denuncia. Le violenze sessuali, in particolare, sono passate da 4.884 a 6.587, con un salto in cinque anni del 34,87% e del 6% rispetto al 2023, in linea con un incremento dell’8% delle segnalazioni a carico dei presunti autori. Emilia Romagna, Trentino Alto Adige e Liguria sono le Regioni con la più elevata incidenza dei delitti commessi. Stesso andamento (+34,11%) mostrano i maltrattamenti, il fenomeno più pesante in valore assoluto: i reati sono cresciuti nel quinquennio da 20.850 a 27.962, +11% nel 2024 rispetto al 2023 (a fronte di un +17% di denunce). In questo caso, l’incidenza è maggiore in Campania, Sicilia e Lazio.

I delitti di stalking aumentati in cinque anni del 26%

I casi di stalking sono a loro volta aumentati del 26,29%, da 16.065 a 20.289, nei cinque anni esaminati e del 4% nel 2024 rispetto all’anno precedente (+12% le segnalazioni a carico dei presunti autori), con punte soprattutto al Sud: Campania, Puglia e Sicilia. In tutto, sommando i tre delitti di violenze, atti persecutori e maltrattamenti, parliamo di un universo di vittime grande quando una media città italiana: erano 41.799 nel 2019; sono diventate 54.838 (+31%) nel 2024. Più di tutti gli abitanti di Venezia. Donne per la stragrande maggioranza (oltre il 90% nei casi di violenze sessuali, l’81% in quelli di maltrattamenti, il 74% per gli atti persecutori).

Boom dei provvedimenti di allontanamento e divieto di avvicinamento

Anche la violazione dei provvedimenti di allontanamento e del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla vittima (articolo 387 del Codice penale) ha mostrato lo stesso trend crescente: nel 2024 i delitti sono stati 3.325 (+29% rispetto al 2023 e +81% rispetto al 2020) con 3.272 segnalazioni a carico dei presunti autori (+31% rispetto all’anno precedente). Erano stati 658 dal 9 agosto 2019, quando il Codice rosso è entrato in vigore, già 1.836 nel 2020 e ben 2.181 l’anno successivo.

Revenge porn, dal 2020 reati su del +52%

Gli altri nuovi reati introdotti con il Codice rosso (entrato in vigore nell’estate 2019) in questi cinque anni hanno avuto un andamento meno lineare. Il revenge porn, ad esempio, pur essendo aumentato dai 973 casi del 2020 ai 1.485 del 2024 (+52,62%), ha conosciuto un rallentamento nel 2022. Le deformazioni dell’aspetto della persona mediante lesioni al viso, che erano state 25 dal 9 agosto 2019 e 56 nel 2020, sono state 90 lo scorso anno, quattro in meno del 2023. Con una particolarità: sono l’unico delitto in cui le vittime sono donne soltanto al 19 per cento. Non è così per la costrizione o induzione al matrimonio: 25 i casi nel 2024 (di cui 21 donne, undici straniere), contro i 29 del 2023. Il report si sofferma solo su età, genere e nazionalità delle vittime. Nulla dice, invece, sugli autori.

Un fenomeno «che non conosce confini»

La violenza - scrive nella prefazione Raffaele Grassi, vice direttore generale della Pubblica sicurezza e direttore centrale della Polizia criminale - «non conosce confini geografici, culturali o sociali e persiste come un’ombra sulla dignità e la libertà delle donne di ogni età». Il rapporto raccoglie storie reali, volutamente romanzate, e testimonianze di donne e uomini delle forze di polizia. «Perché lo sport - afferma Antonio Basilicata, direttore del Servizio analisi criminale - insegna i valori del rispetto e della solidarietà di genere e può essere un volano per ridurre questo triste fenomeno».

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