La decisione del tribunale di Sorveglianza

Violati servizi sociali, l’ex ministro e sindaco di Roma Alemanno in carcere a Roma

È stato condannato in via definitiva a 1 anno e 10 mesi per l’accusa di traffico di influenze illecite in uno dei filoni della maxi inchiesta Mondo di Mezzo

di Redazione Roma

Alemanno "Il centrodestra non escluda la logica sovranista"

2' di lettura

2' di lettura

L’ex ministro delle Politiche agricole e forestali e sindaco di Roma, Gianni Alemanno, è da ieri sera, 31 dicembre, nel carcere di Rebibbia dopo essere stato raggiunto da un provvedimento di revoca dei servizi sociali che erano stati concessi dal tribunale di Sorveglianza. Alemanno è stato condannato in via definitiva a 1 anno e 10 mesi per l’accusa di traffico di influenze illecite in uno dei filoni della maxi inchiesta Mondo di Mezzo. La decisione del tribunale sarebbe legata, in base a quanto si apprende, a trasgressioni nel rispetto della pena alternativa.

I giudici, in base a quanto si apprende, contestano alcuni episodi di violazione a cui Alemanno avrebbe fornito giustificazione poi risultate false.

Loading...

Tra le prescrizioni non rispettate c’è anche quella di avere incontrato un soggetto pregiudicato. Dagli atti emerge che Almenno nel corso del 2024 si sarebbe visto in più occasioni con l’ex avvocato Paolo Colosimo, condannato in via definitiva nel 2018 a 4 anni e sei mesi nell’ambito del procedimento nato dall’inchiesta sul caso Fastweb. In base a quanto si apprende la decisione del tribunale di Sorveglianza sarebbe arrivata dopo una segnalazione degli inquirenti che stanno indagando su Alemanno in un nuovo procedimento che potrebbe avere ad oggetto reati fiscali.

Entro trenta giorni dovrà essere fissata udienza e in quella sede si valuterà una eventuale conferma dell’ordinanza. Il rischio è che Alemanno, che ha iniziato l’attività presso la struttura nel novembre del 2023, si veda revocato il “presofferto” e debba, quindi, scontare per intero la pena passata in giudicato.

La vicenda giudiziaria dell’ex primo cittadino della Capitale era iniziata nel dicembre del 2014 con una perquisizione domiciliare e l’iscrizione nel registro degli indagati. Nei suoi confronti l’accusa iniziale era di concorso esterno nell’associazione di stampo mafioso e corruzione. Per questa fattispecie i pm chiesero e ottennero l’archiviazione nel febbraio del 2017. La posizione di Alemanno venne però stralciata e per lui restò in piedi la corruzione a cui si aggiunse il finanziamento illecito e il traffico di influenze.

Riproduzione riservata ©

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti