Viaggio a La-Chaux-de-Fonds: l’aristocrazia delle lancette, nel segno di Coco
Nel cantone di Neuchâtel, in Svizzera, in uno spazio di 14mila metri quadrati dove lavorano quasi 500 persone e 60 professionalità diverse. Qui prendono forma gli orologi che Mademoiselle avrebbe adorato.
4' di lettura
4' di lettura
Il centro del mondo Chanel, si sa, è Parigi. Con due location in particolare: Rue Cambon e Place Vendôme. Rue Cambon è una stretta via che incrocia la strada dello shopping Rue Saint Honoré, dove, con l’acquisto dell’intero palazzo al civico 31, si può dire che cominciò la leggendaria avventura di Mademoiselle Gabrielle “Coco” Chanel (palazzo che tuttora è l’emblema della maison). Place Vendôme non ha bisogno di presentazioni, è una delle piazze più famose del mondo in cui, tra una boutique di lusso e l’altra, svetta l’ingresso del Ritz, il 5 stelle spesso legato a fatti di cronaca mondana, dove la stessa Mademoiselle abitò per anni. Una piazza dalla particolare forma ottagonale, design riproposto non a caso da Chanel sull’iconico tappo del profumo N°5. E poi sulla cassa del suo primo orologio, il Première, lanciato nel 1987. Questo è un modello che ha segnato l’inizio di una liaison con il mondo delle lancette che, anno dopo anno, è cresciuta in prestigio e autorevolezza. Anche grazie alla Chanel Watch Manufacture di La-Chaux-de-Fonds, nel cantone di Neuchâtel, in Svizzera, forse il satellite più importante che ruota intorno al mondo delle maison francese. Un imponente building di 14 mila metri quadrati dove lavorano quasi 500 persone divise tra 60 professionalità diverse. In origine nasce come G. & F. Châtelain, una manifattura fondata nel 1947, specializzata nella rifinitura di componenti in oro, nella produzione di bracciali metallici e nell’incastonatura di pietre preziose per la gioielleria che nel 1993 viene acquisita proprio da Chanel, decisa a entrare in modo rigoroso nel settore. Un sito produttivo che poi si evolve grazie a un lavoro di ammodernamento fatto nel 1997 che lo porta a diventare grande 8 mila metri quadrati. Questa manifattura, in seguito all’introduzione (e al successivo successo) dell’orologio J12 nel 2000, integra poi al suo interno macchinari e professionalità per la produzione della ceramica, il materiale che più di ogni altro identifica quello che poi è diventato l’hero product della marca e nel 2012, dagli 8 mila, passa ai 14 mila metri quadrati attuali.
All’esterno della manifattura i visitatori vengono accolti da bandiere sventolanti con il nome della maison. All’interno si sviluppano i vari dipartimenti che, uniti, permettono la realizzazione dell’orologeria di Chanel, che si sviluppa in tre pilastri: il J12, il Première e l’Haute Horlogerie. Prima che la manifattura entri in azione, l’input deve arrivare da Parigi, dalle idee che nascono nello Chanel Watch Creation Studio diretto da Arnaud Chastaing. Idee spesso sorprendenti per soluzioni tecniche ed estetiche (basti guardare la capsule collection Couture O’Clock presentata nel 2024), che poi, grazie alla verticalità delle competenze presenti in manifattura, diventano realtà. Si inizia con l’ufficio tecnico, un’area in costante contatto con lo Chanel Watch Creation Studio, che prima realizza i disegni in 3D dei modelli concepiti a Parigi, poi produce i file con tutte le indicazioni tecniche possibili che servono alle altre aree per precedere nel lavoro, oltre che dei prototipi per dare una prima idea tangibile dell’orologio che verrà. A questo punto entrano in gioco le aree in cui si producono i metalli e, soprattutto, la ceramica. Per quest’ultima, macchine all’avanguardia trasformano una materia inizialmente grezza in quell’affascinante e resistente materiale (lucido od opaco, a seconda della versione) utilizzato soprattutto per la famiglia J12: un processo produttivo in cui Chanel è leader, perfezionato in 12 anni, e che solo tre aziende orologiere in Svizzera, Chanel inclusa, sono in grado di affrontare internamente (le altre due sono Rolex e un sito di proprietà di Swatch Group che realizza la ceramica per la maison controllata Rado). Dal lavoro dei macchinari ad altissima tecnologia, al silenzio dei vari laboratori.
Quello dedicato all’incastonatura delle pietre preziose è una vera e propria eccellenza con un team formato da quasi 25 artigiani. Poi c’è quello in cui si montano gli orologi, ma soprattutto quello dove si sviluppano e si assemblano quei movimenti destinati ai modelli di alta orologeria (ognuno di questi meccanismi presenta l’immagine stilizzata di un leone, uno dei simboli della maison), come il sofisticato Calibro 5. Alla fine del percorso che vede la nascita di un orologio Chanel ci sono le rifiniture finali e i test di qualità, questi ultimi svolti in una location interna attiva da cinque anni che è in grado di verificare la resistenza agli urti, agli shock termici e l’impermeabilità dell’orologio. Dentro alla Chanel Watch Manufacture non vengono prodotti i componenti dei movimenti che sono commissionati a dei partner specializzati di altissimo profilo: una scelta strategica che permette alla marca di essere più flessibile nella creazione dei vari segnatempo.
Senza dimenticare l’investimento fatto nel 2018 che ha portato la maison a diventare comproprietaria di Kenissi (importante manifattura svizzera di Le Locle, specializzata nella realizzazione di movimenti meccanici ad alte performance) o quello del 2024 con l’acquisizione del 25% del brand di orologi indipendente MB&F di Ginevra, è la Chanel Watch Manufacture che dimostra più di ogni altra realtà, quanto le bandiere di Chanel siano saldamente piantate nella patria dell’orologeria mondiale.










