Tra arte e scienza

Viaggio fra i mutevoli e onirici simboli della neve

La caleidoscopica mostra a cura di Sara Rizzo e Alessandro Oldani, Il senso della neve è al Mudec, Museo delle Culture, fino al 28 giugno

di Stefano Biolchini

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“Vedrò passare primavere, estati, autunni; e quando arriverà, con le sue nevi monotone, l’inverno, serrerò porte e finestre, fabbricherò nella notte i miei palazzi stregati” scriveva il grande Baudelaire. Visione rapita quel del grande poeta francese che la mostra “Il senso della neve”, declina in maniera candidamente onirica e densamente simbolica.

Il Mudec omaggia la neve con un’onirica mostra

Il manto nevoso al MUDEC – Museo delle Culture trova così originale albergo in un percorso che attraversando le sue molteplici forme si fa cristallina vetrina dei cambiamenti non soltanto climatici, ma culturali, ambientali, metropolitani e financo antropologici. E lo fa con oltre 150 opere e oggetti che spaziano dall’etnografia alle scienze ottiche e non solo, dai dipinti e sculture alle fotografie, video e installazioni contemporanee, viaggiando dalle terre dei Sami e hinuit all’estremo Giappone e quindi alla Terra del Fuoco.

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Il senso della neve in mostra al Mudec

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Tommaso Sacchi, assessore alla Cultura Comune di Milano

“È stato un lavoro impegnativo. Questo è il senso della neve, il titolo di questa mostra che completa la serie di mostre che abbiamo dedicato al periodo delle Olimpiadi invernali di Milano a Cortina” afferma ai nostri microfoni l’assessore alla Cultura del Comune di Milano, Tommaso Sacchi.

“Sostanzialmente erano già alcuni secoli che gli scienziati si erano resi conto che i fiocchi di neve, o meglio i cristalli, hanno forme molto diverse gli uni dagli altri. Ma appunto, è stato soltanto nel 1885, quando Wilson Bentley è riuscito a realizzare la prima foto micro grafia che un fiocco di neve a cui ne sono seguite poi alcune migliaia, a darci la prova schiacciante del fatto che non esistono due fiocchi di neve uguali” dice la curatrice Sara Rizzo.

E ancora, “questo ha permesso poi di proseguire gli studi, grazie a Ukichiro Nakaya, un altro scienziato che è stato poi il primo a creare una sorta di tavola degli elementi, dividendo i fiocchi di neve in famiglia e a creare anche il primo fiocco di neve artificiale”.

Tra le opere più significative in mostra si segnalano le candide trame di Alighiero Boetti

Il senso della neve, Milano, Mudec Museo delle Culture, a cura di Sara Rizzo e Alessandro Oldani, in collaborazione con rete MIPAM (Rete dei Musei Italiani con Patrimonio dal Mondo), fino al 28 giugno, ingresso gratuito

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