Viaggi e Coronavirus: chi ha diritto ai rimborsi
È molto difficile che una qualsiasi compagnia aerea, o un hotel, decida di rimborsare un utente che non intende viaggiare per timore del Coronavirus, se le aree di arrivo e destinazione non sono interessate da misure restrittive
di Biagio Simonetta
4' di lettura
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La grande paura del contagio da Coronavirus sta facendo malissimo al mondo dei viaggi. Fra Paesi che hanno decido di bloccare i viaggiatori provenienti dall'Italia (più che altro dalle regioni del Nord), e cittadini in preda alle preoccupazioni di spostarsi da casa, le cancellazioni di voli, treni e alberghi si stanno moltiplicando ora dopo ora.
I siti e i centralini delle compagnie aeree sono presi d'assalto, e sono state segnalate difficoltà nel mettersi in contatto con gli operatori di Alitalia. Ma anche le agenzie di viaggio hanno il loro bel da fare.
Chi può chiedere un rimborso (pochi)
È giusto sottolineare che al momento non tutti possono chiedere un rimborso a causa dello scoppio dell'emergenza legata al Coronavirus. Attualmente la zona rossa, in Italia, riguarda 11 comuni del Lodigiano e un comune in Veneto. E se i casi in questione non riguardano queste aree, la situazione dei rimborsi è complessa.
È molto difficile, infatti, che una qualsiasi compagnia aerea, o una struttura alberghiera, decida di risarcire un utente che non intende viaggiare per timore del Coronavirus, se le aree di arrivo e destinazione non sono interessate da misure restrittive.
Diverso è il discorso se l'annullamento della partenza è determinato da un provvedimento dell'autorità: un Paese che non accetta più cittadini italiani (come l'Iraq, ad esempio). Ad ogni modo, molti siti delle compagnie aeree hanno intere sezioni dedicate all'emergenza Coronavirus contenenti tutte le informazioni necessarie. Sulle strutture alberghiere, inoltre, non di rado possono verificarsi decisioni autonome della direzione della struttura stessa, che – in anticipo – potrebbe bloccare determinati soggiorni.


