Palazzo Madama

Via libera definitivo del Senato al Ddl affidi: garantito il diritto dei minori a vivere nelle proprie famiglie

Tra le novità un registro nazionale delle famiglie affidatarie, degli istituti e comunità di assistenza pubblica e nazionale, che farà capo al dipartimento delle Politiche della famiglia

di Letizia Giostra

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L’approvazione è avvenuta per alzata di mano. Ora il disegno di legge sulla tutela dei minori in affido è stato approvato in modo definitivo. Tra le opposizioni, i gruppi di Italia viva, Avs, M5s e Pd hanno minacciato l’intenzione di astenersi.

Il ddl voluto dal ministro della Giustizia, Carlo Nordio, e della ministra per la Famiglia, Eugenia Roccella, introduce un registro nazionale delle famiglie affidatarie, degli istituti e comunità di assistenza pubblica e nazionale. Confermato anche l’Osservatorio nazionale.

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La “famiglia nel bosco” arriva in Senato

Nel frattempo il centrodestra interviene per un nuovo disegno di legge sull’affido ai minori, presentandolo al Senato tenendo conto del caso sulla cosiddetta “famiglia nel bosco”.

«Sono oltre ventimila i minori italiani allontanati dalle loro famiglie, in gran parte collocati in comunità educative ovvero case-famiglia. La vicenda dei cosiddetti ’bambini nel bosco’ ha riscosso un grande interesse, ma è solo il caso più noto di un fenomeno complesso e assai diffuso». A dichiararlo sono i capigruppo della maggioranza al Senato Lucio Malan (Fdi), Massimiliano Romeo (Lega), Maurizio Gasparri (Fi), Michaela Biancofiore (CdI), depositando un ddl sui “troppi allontanamenti” di minori dalle famiglie.

Gli interventi in Aula, Roccella: «Finora nessun dato»

A spiegare gli obiettivi da perseguire è stata la relatrice Erika Stefani della Lega. La proposta di iniziativa governativa approvata dalla Camera nell’ottobre del 2025, punta sul «principio del superiore interesse del minore», e vuole «garantire il diritto dei minori a vivere nelle proprie famiglie».

La Roccella, intervenendo nell’aula del Senato, ha dichiarato che «Finora non abbiamo avuto nessuna disponibilità di alcuni dati, tanto che dovevano essere richiesti caso per caso e tribunale per tribunale. Gli ultimi dati sono di alcuni anni fa e resi attraverso un’indagine mirata sui singoli tribunali. Quindi era fondamentale costruire un flusso di dati per ottenere maggiore trasparenza e una serie di informazioni necessarie per implementare, migliorare e promuovere anche il sistema dell’affido e farlo soprattutto avendo a disposizione tutti i dati e le informazioni utili per garantire il migliore interesse del minore».

Ed è per questo che nasce il registro nazionale delle famiglie affidatarie, delle comunità di tipo familiare e degli istituti di assistenza pubblici e privati, affidato al Dipartimento per le politiche della famiglia, a cui si aggiunge il registro dei minori. L’articolo 1 del provvedimento modifica la legge n. 184 del 1983, per garantire l’interesse del minore ed il diritto dei minori a vivere e a crescere all’interno delle proprie famiglie di origine.

Infine, debutta l’Osservatorio nazionale. Analizzare i dati del registro nazionale e promuovere ispezioni e sopralluoghi sono soltanto alcuni dei suoi compiti. Le spese daranno a carico del Fondo per le politiche della famiglia.

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