La riforma

Via libera della Camera al Ddl sul nucleare: mini reattori al posto delle vecchie centrali

Dopo l’ok delle commissioni Ambiente e Attività produttive, il disegno di legge è stato approvato dall’aula di Montecitorio in prima lettura e passa ora al Senato. Tutte le novità contenute nel testo

di Pietro Menzani

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È arrivato il via libera della Camera al disegno di legge delega sull’energia nucleare sostenibile con 155 sì, 86 no e 8 astenuti. Con l’approvazione dell’Aula di Montecitorio il provvedimento, presentato a ottobre 2025 su iniziativa del Governo per rilanciare il nucleare sostenibile, passa ora all’esame di Palazzo Madama.

Il testo contiene numerose novità, dallo smantellamento degli impianti già presenti sul territorio nazionale alla possibilità per i Comuni di candidarsi a ospitare i nuovi siti.

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Gli obiettivi del Governo

Il disegno di legge, come spiegato nella relazione introduttiva del testo, mira a intervenire nell’ambito della produzione di energia da fonte nucleare sostenibile dato che «la politica energetica costituisce uno degli assi strategici delle politiche volte ad assicurare l’approvvigionamento, lo sviluppo economico, la sovranità nazionale e l’indipendenza del Paese».

Il provvedimento si pone quindi l’obiettivo di assicurare agli italiani energia a prezzi accessibili, scopo che «si rivela perseguibile in maniera più difficoltosa attraverso le sole tecnologie energetiche attualmente utilizzate».

Secondo il Governo, si rendono necessarie l’elettrificazione dei consumi e la progressiva decarbonizzazione della generazione elettrica tramite l’impiego di fonti rinnovabili e a bassa impronta carbonica: è proprio qui che entra in gioco il nucleare che, come si legge nella relazione introduttiva, sarebbe «in grado di garantire una produzione di energia stabile e programmabile, indipendentemente dalle condizioni atmosferiche, a integrazione di quella prodotta da fonti rinnovabili non programmabili».

Un nuovo mix energetico

L’Esecutivo ritiene quindi essenziale sostituire le fonti di energia impiegate attualmente, come i combustibili fossili, con «un nuovo mix energetico nazionale, che possa prevedere tra l’altro, anche lo sviluppo di una fonte a basso contenuto di carbonio, programmabile e continua, quale la fonte nucleare».

Il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, intervistato dal direttore de Il Tempo, Daniele Capezzone, ha affermato che «con la delega sul nucleare vogliamo compiere un passo decisivo per riportare l’Italia nelle condizioni di produrre energia da fonte nucleare attraverso tecnologie di nuova generazione, profondamente diverse rispetto a quelle del passato e pensate per integrarsi con lo sviluppo delle fonti rinnovabili».

Il ministro ha poi aggiunto che «il nostro Paese ha bisogno di rafforzare la propria sicurezza energetica e di ridurre una dipendenza dall’estero che oggi ci espone a forti vulnerabilità, sia sul piano economico sia su quello geopolitico. Per questo l’obiettivo è completare entro la fine dell’anno il quadro normativo e i decreti attuativi necessari a consentire una valutazione concreta e consapevole delle opportunità offerte dal nuovo nucleare».

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Le novità

Il provvedimento parte da un presupposto preciso: è necessaria una cesura netta con gli impianti nucleari del passato, che sono destinati alla dismissione, salvo una eventuale riconversione. Si punterà piuttosto sulle nuove tecnologie, come gli Smr (Small Modular Reactor, impianti di dimensioni ridotte) e gli Amr (Advanced Modular Reactor, reattori modulari avanzati di quarta generazione), che «offrono livelli elevatissimi di sicurezza intrinseca e, nel caso, ad esempio, dei piccoli reattori modulari, anche tempi di costruzione ridotti e maggiore flessibilità nella produzione energetica».

Il Ddl conferisce al Governo la delega per disciplinare - adottando i relativi decreti legislativi entro un anno dall’approvazione del provvedimento -, tra le altre cose, la produzione e l’utilizzo di energia nucleare sostenibile e la fabbricazione e il riprocessamento del combustibile nucleare, nonché la gestione dei rifiuti radioattivi e del combustibile nucleare esaurito. I decreti dovranno essere varati su proposta del ministero dell’Ambiente insieme agli altri ministeri competenti nelle materie dei vari provvedimenti.

Inoltre, il disegno di legge vincola il Governo a emettere disposizioni riguardanti, innanzitutto, la previsione di un programma mirato alla produzione e all’utilizzo di energia nucleare e la disattivazione delle installazioni nucleari presenti sul territorio nazionale. In aggiunta, l’Esecutivo dovrà disciplinare la sperimentazione e la costruzione di nuovi impianti di produzione di energia nucleare, ma anche la formazione di tecnici, ingegneri e ricercatori che sviluppino le competenze necessarie per occuparsi del progetto produttivo.

Tra le novità contenute nel testo approvato dall’aula della Camera c’è infine l’introduzione della possibilità per i Comuni di autocandidarsi a ospitare sul proprio territorio i nuovi impianti.

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