Buon compleanno Vespa, lo scooter più amato compie Ottanta anni
Vero e proprio fenomeno di mobilità e culturale, lo scooter per antonomasia spegne 80 candeline
3' di lettura
3' di lettura
80 anni di storia con quasi 20 milioni di esemplari venduti in cinque continenti. Geniale invenzione tutta italiana, grazie a Piaggio ne depositò il brevetto il 23 Aprile 1946, Vespa è realmente una vera e propria icona globale diventando un fenomeno unico al mondo.
Come è nata la Vespa
La Vespa nasce della determinazione di Enrico Piaggio a creare un prodotto a basso costo e di largo consumo. All’approssimarsi della fine della Seconda Guerra Mondiale, Enrico studia ogni soluzione per rimettere in moto la produzione nei suoi stabilimenti, a cominciare da quello di Biella, dove venne realizzato un “motorscooter” sul modello delle piccole motociclette per paracadutisti. Il prototipo, siglato MP5, venne battezzato “Paperino” per la sua strana forma: ma non piacque ad Enrico, che incaricò Corradino D’Ascanio di rivedere il progetto. Il progettista aeronautico non amava la motocicletta che giudicava un veicolo scomodo, ingombrante, con gomme troppo difficili da cambiare in caso di foratura e sporco, soprattutto a causa via della catena di trasmissione. L’ingegnere trovò tutte le soluzioni del caso attingendo proprio alla sua esperienza aeronautica. Per eliminare la catena immaginò un mezzo con scocca portante, a presa diretta; per rendere la guida più agevole posizionò il cambio sul manubrio; per facilitare la sostituzione delle ruote escogitò non una forcella ma un braccio di supporto simile appunto ai carrelli degli aerei. E infine ideò una carrozzeria capace di proteggere il guidatore, impedendogli di sporcarsi o scomporsi nell’abbigliamento: decenni prima della diffusione degli studi ergonomici, la posizione di guida di Vespa era pensata per stare comodamente e sicuramente seduti, anziché pericolosamente in bilico su una motocicletta a ruote alte.
Dal nuovo progetto di D’Ascanio nacque un mezzo che con il “Paperino” non aveva più nulla a che vedere: una soluzione assolutamente originale e rivoluzionaria rispetto a tutti gli altri esempi di locomozione motorizzata a due ruote. Con l’aiuto di Mario D’Este, suo disegnatore di fiducia, a Corradino D’Ascanio bastarono pochi giorni per mettere a punto la sua idea e preparare il primo progetto della Vespa, prodotto a Pontedera nell’aprile del 1946. Il nome del veicolo fu coniato dallo stesso Enrico Piaggio che davanti al prototipo MP6, dalla parte centrale molto ampia per accogliere il guidatore e dalla “vita” stretta, esclamò: “Sembra una vespa!”. E Vespa fu. Il 23 aprile 1946 la Piaggio & C. S.p.A. deposita - presso l’Ufficio centrale dei brevetti per invenzioni, modelli e marche del Ministero dell’Industria e del commercio di Firenze - il brevetto per “motocicletta a complesso razionale di organi ed elementi con telaio combinato con parafanghi e cofano ricoprenti tutta la parte meccanica”. Enrico Piaggio non esita a dare il via alla produzione in serie di duemila esemplari della prima Vespa 98cc.












