Verona sperimenta Alexa nelle stanze di hotel
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«Alexa, cosa ci consigli di visitare oggi? Meglio l’Arena o una gita sul Garda?». I turisti che alloggiano negli hotel di Verona e provincia potranno presto ottenere risposte e suggerimenti di viaggio direttamente dalla propria stanza. Parte, infatti, primo nel panorama turistico internazionale, il progetto pilota Amazon – Alexa smart properties for hospitality che consente di connettere dispositivi di voice concierge (portiere vocale, ndr), distribuiti e collegati con il Destination management system regionale (Dms), ovvero la piattaforma di eventi e prenotazione che raggruppa l’intera offerta turistica veneta e di destinazione. Inizialmente 350mila turisti avranno informazioni comodamente nella propria camera, dove di solito si programmano le attività della giornata di relax. Una volta a regime, il numero di ospiti raggiunti dal sistema, grazie all’impiego dell’intelligenza artificiale, sarà di 2,5 milioni, circa un settimo delle presenze annuali del Veronese.
Il progetto pilota
«Il turista – spiega Paolo Artelio, presidente della Destination Verona & Garda Foundation – avrà la possibilità di scegliere tra le opportunità offerte dai siti delle due destinazioni Verona e Lago di Garda Veneto e dei quattro marchi d’area, Soave Est Veronese, Valpolicella, Lessinia e Pianura dei Dogi». In collaborazione con le Federalberghi locali, la sperimentazione si estenderà a una decina di hotel, strutture dalle 3 stelle in su, principalmente a Verona e uno a Legnago, nella cosiddetta Pianura dei Dogi, con la prospettiva di includere successivamente un altro paio di alberghi sul Lago di Garda veneto. «Grazie alla Regione abbiamo potuto accedere a questa progettualità che rientra nel bando regionale Smart tourism destination, con il quale la Dvg Foundation scaligera ha ottenuto 540mila euro classificandosi, prima in graduatoria», riferisce. Una volta a regime, saranno consegnati agli hotel 500 device Alexa, localizzati nelle stanze di hotel selezionati sulla base di una serie di criteri da definire come il periodo di apertura, la localizzazione, il numero e tipologia di camere o la provenienza degli ospiti. «Sarà possibile aumentare in modo esponenziale – afferma il direttore generale della Dvg Foundation, Luca Caputo - la capacità di comunicazione degli eventi e la vendita di tour, attività, esperienze e ticketing offerte dalle destinazioni venete». Non è la prima volta che il turismo scaligero si affida all’Ia per migliorare i servizi alla clientela. Nel 2018, il Parc Hotel di Peschiera ha testato Pepper, un robot umanoide che, avvalendosi di processi di intelligenza artificiale, è riuscito a dedicarsi all’accoglienza degli ospiti.
L’intelligenza artificiale
L’utilizzo di Alexa, è solo una delle tante modalità con cui intelligenza artificiale, tecnologie 5.0, sostenibilità ambientale e sociale rivoluzioneranno il turismo nei prossimi anni. L’intelligenza artificiale, tema al quale la settimana scorsa anche Federalberghi Caorle, in collaborazione con Confcommercio Ter Servizi Venezia ha dedicato un convegno nell’ambito della Fiera dell’Alto Adriatico, andrà ad impattare sul mondo dell’ospitalità a cominciare dall’interazione con la clientela che oggi, oltre alle operazioni di check-in e check-out, richiede una comunicazione sempre più personalizzata, priva di barriere temporali e linguistiche. Il rapporto diretto e continuativo tra turista e struttura può essere determinante per il successo di un hotel: più del prezzo e della classificazione, è la reputazione ad incidere sulle potenzialità di crescita e in questo ambito l’Ia rappresenta uno strumento utile a servizio anche di realtà imprenditoriali medie e piccole.
La formazione sarà sempre più centrale, come sostiene Massimiliano Schiavon, presidente di Federalberghi Veneto. «Da anni la nostra federazione si impegna su questo fronte con iniziative mirate sia al capitale umano che lavora nel settore, anche con sinergie all’estero per prevenire le conseguenze del calo demografico, che agli imprenditori alberghieri», afferma. Le collaborazioni con università e Its aiutano ad agevolare l’innovazione del settore ricettivo. «Abbiamo bisogno di know how all’avanguardia e di investimenti in ricerca e sviluppo – afferma – Stiamo, ad esempio, programmando l’avvio di StrAIght to Tourism con Ca’ Foscari di Venezia, grazie al quale avremo la possibilità di sperimentare il potenziale dell’intelligenza artificiale generativa nelle aziende del turismo».
I finanziamenti
I tanti cambiamenti all’orizzonte hanno bisogno di essere sostenuti economicamente. Il Piano Transizione 5.0 lavora in questa direzione: con la misura il Governo assicura sostegno, attraverso un credito di imposta, alle attività che, investendo nella trasformazione digitale ed energetica, riducendo i consumi di almeno il 3% - 5%. «Finora abbiamo supportato le imprese che hanno imboccato la via della doppia transizione», fanno sapere da Federalberghi Veneto, artefice dell’accordo con il Gruppo Regalgrid, attivo nel mondo dell’energy community e con Intesa Sanpaolo, che garantisce alle attività alberghiere un canale privilegiato per il potenziamento degli inv


