Da New York a Parigi le storie di rigenerazione urbana
Certo, a balzare agli occhi è prima tra tutte la dimensione sociale: una passeggiata all’aperto riduce lo stress, una corsa abbatte i costi per la salute, la socialità riduce i rischi e rende le città più vivibili. «Ecco perché è un fattore tutt’altro che marginale», dice Benedetta Lucchitta. Gli esempi non mancano. Un caso emblematico è la High Line di New York, dove una linea ferroviaria sopraelevata dismessa è stata trasformata in un’infrastruttura verde. Più che nei numeri di chi vi ci passeggia, il valore risiede nella capacità di restituire spazio pubblico verde in un contesto ad altissima densità urbana, contribuendo alla riduzione delle superfici impermeabili e al miglioramento della qualità ambientale locale.
Ancora più significativo è il caso del Cheonggyecheon a Seoul, dove un’autostrada urbana è stata rimossa per riportare alla luce un fiume storico. Un intervento che ha prodotto a cascata una riduzione del traffico veicolare, una diminuzione degli inquinanti atmosferici fino a circa −35% e una riduzione della temperatura urbana fino a 3–5°C. Allo stesso tempo, ha consentito di restituire spazio pubblico e superfici naturali alla città, trasformando un’infrastruttura grigia in un corridoio ecologico urbano.
In Europa, a Parigi la Promenade Plantée ha trasformato una linea ferroviaria dismessa in uno spazio verde sopraelevato, contribuendo alla creazione di nuovo spazio pubblico accessibile e al miglioramento della qualità ambientale urbana. A Madrid, il progetto Madrid Río ha portato all’interramento di una grande infrastruttura stradale, con una conseguente riduzione del traffico di superficie, dell’inquinamento locale e del rumore, oltre alla creazione di un ampio sistema continuo di spazi verdi lungo il fiume. A Valencia, il Parque del Turia ha convertito il vecchio letto del fiume in un’infrastruttura verde urbana, aumentando significativamente la disponibilità di spazio pubblico e contribuendo alla resilienza climatica della città.
«Questi esempi mostrano chiaramente che la rigenerazione urbana, quando integra le Nature-based Solutions, non si limita a migliorare lo spazio fisico, ma consente di ridurre pressioni ambientali, restituire spazio alla natura e migliorare le condizioni di vita urbana. In questo senso, la rigenerazione urbana può essere letta come il principale veicolo», dice ancora la ricercatrice Bocconi.
Insomma, un parco non è solo un’area verde, davanti alle sfide: «elemento distintivo è la multifunzionalità: sono in grado di affrontare simultaneamente diverse sfide urbane – conclude Benedetta Lucchitta -. Tuttavia, per realizzare pienamente questo potenziale, è necessario rafforzare il legame tra evidenza scientifica, percezione sociale e strumenti di policy, rendendo il valore della natura urbana sempre più visibile, misurabile e integrato nei processi decisionali».