Ambiente

Venti anni di certificazione Fitok per proteggere la biodiversità

Il consorzio Conlegno, attraverso le sue strutture, dal 2005 è l’ente gestore per l’Italia del marchio IPPC/FAO

di Flavia Carletti

(AdobeStock)

3' di lettura

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(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Proteggere e preservare la biodiversità non è solo una priorità, è un imperativo, per fare in modo che il patrimonio ambientale e forestale di ogni paese sia mantenuto e non corra il rischio di venire distrutto o danneggiato da “agenti esterni”. In particolare, il commercio mondiale – sempre più intenso – ha aumentato il rischio di diffusione di organismi nocivi per un determinato ambiente; e questo può avvenire sia tramite le merci importate sia attraverso gli imballaggi in legno utilizzati per trasportarle. Per far fronte a questa situazione, la Fao ha introdotto da anni lo standard internazionale per le misure fitosanitarie numero 15, con il marchio IPPC/FAO: per averlo gli imballaggi in legno che circolano tra i diversi paesi devono essere sottoposti a trattamenti (trattamento termico - HT o DH e trattamento di fumigazione MB o SF) in grado di garantirne la sicurezza fitosanitaria e devono essere resi riconoscibili con marchiatura indelebile. In Italia, il soggetto gestore del marchio IPPC/FAO è Conlegno (Consorzio servizi legno sughero) che è stato riconosciuto come tale nel 2005 e quest’anno festeggia 20 anni di questa attività, svolta sulla base del regolamento Fitok. Il consorzio, attraverso il Comitato tecnico Fitok e sotto la sorveglianza del Servizio fitosanitario nazionale (Sfn), gestisce il rilascio del marchio alle aziende della filiera produttiva degli imballaggi in legno e garantisce il corretto trattamento fitosanitario previsto dallo standard internazionale ISPM 15 della Fao. «Fitok è la risposta interassociativa a un importante problema mondiale che permette da più di 20 anni di esportare il Made in Italy in tutto il mondo. I pallet e gli imballaggi in legno rimangono il miglior strumento per la logistica e le spedizioni e i dati registrati da Conlegno nel 2024 ne sono la conferma», ha commentato Giovanni Dell’Aquila, coordinatore del Comitato tecnico Fitok. Nel dettaglio, il regolamento Fitok contiene: procedure per la corretta apposizione del marchio IPPC/FAO; specifiche tecniche per i trattamenti e la segregazione dei materiali, ufficializzati dal Sfn; procedure per la tracciabilità delle operazioni effettuate in tutta la filiera degli imballaggi in legno; controllo dell'utilizzazione del marchio IPPC/FAO e di altri ad esso collegati; procedure per il rilievo delle non conformità e delle sanzioni relative.

In 2024 trattati 2.797.000 mc di legno massiccio

In Italia, le sedi operative del marchio IPPC/FAO – Fitok (Produzione, trattamento e commercializzazione) di imprese aderenti al Comitato tecnico Fitok nel 2024 risultano essere 1.578 e 318 di queste imprese hanno un impianto di trattamento termico/HT – Heat Treatment. Lo scorso anno sono stati trattati 2.797.000 metri cubi di legno massiccio, con un +4,8% rispetto al 2023. Di questi il 62,5% è stato prodotto da imprese con impianti di trattamento termico/HT (denominato 7.1), mentre il restante 37,5% è riferibile alle imprese che utilizzano materiale pretrattato (denominato 7.2). Nello stesso anno, il consuntivo dei dati del settore imballaggio mostra un fatturato complessivo di 2 miliardi di euro. Guardando alla classificazione per tipologia di imballo prodotto a marchio IPPC/FAO e Fitok, la parte del leone è fatta dai pallet: rappresentano il 56% dei volumi totali con 1,5 milioni di metri cubi, seguiti da imballaggio industriale al 27% del totale (per circa 750mila metri cubi) e dai semilavorati con l’11% (per circa 316mila metri cubi).

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VOLUMI DICHIARATI DAI SOGGETTI AUTORIZZATI, SUDDIVISIONE REGIONALE

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La produzione italiana

Esaminando i dati a livello geografico, nel 2024, le 5 regioni italiane che hanno avuto la produzione di imballaggi in legno e pallet più elevata sono: Lombardia (circa 727mila metri cubi), Veneto (circa 420mila mc), Emilia-Romagna (circa 404mila mc), Trentino-Alto Adige (circa 388mila mc) e Piemonte (circa 274 mila mc). La prima regione del Sud per produzione di imballaggi è la Campania con circa 56mila metri cubi, nel centro da segnalare la Toscana con 221mila metri cubi e il Lazio con 111mila. Prendendo in esame solo la produzione delle imprese con impianti di trattamento, la Lombardia si conferma prima in classifica con 455mila metri cubi. Cambia però il podio, al secondo posto si piazza il Trentino-Alto Adige con 380mila mc, seguito da Veneto (circa 250mila mc) e Piemonte con 220mila metri cubi: si tratta dei territori in cui sono concentrate maggiori segherie e produttori di pallet in Italia. Considerando, invece, la classifica delle regioni solo con materiale pretrattato (7.2) prima è l’Emilia-Romagna (con 272mila metri cubi), seguita a strettissima distanza dalla Lombardia (271mila metri cubi) con il Veneto al terzo posto a 169mila metri cubi. Si tratta dei territori dove sono concentrate le maggiori imprese di imballaggio industriale in legno in Italia.

TIPOLOGIA DI IMBALLO

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Continua il roadshow di Conlegno

Intanto continuano gli appuntamenti di Conlegno in tutta Italia. La prossima tappa del roadshow del consorzio è fissata per il 13 giugno presso Cantine Rotari a San Michele all’Adige in provincia di Trento.

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