Washington

Venezuela, Trump ai vertici Big Oil. «Decideremo noi chi potrà lavorare lì». Descalzi (Eni): pronti a investire

All’incontro è prevista la partecipazione del segretario di Stato Marco Rubio, del segretario all’Energia Chris Wright e del segretario degli Interni Doug Burgum

Estrazione del petrolio in Venezuela

4' di lettura

English Version

4' di lettura

English Version

Donald Trump riceve oggi alla Casa Bianca i rappresentanti di oltre una dozzina di compagnie petrolifere, non solo americane, per discutere del futuro del petrolio venezuelano. Secondo un funzionario della Casa Bianca citato da The Hill, saranno presenti i vertici di Chevron, che opera già nel Paese, così come ExxonMobil e ConocoPhillips, che hanno lasciato il Venezuela nel 2007.

Tra le altre compagnie energetiche presenti all’incontro figurano: Continental, Haliburton, HKN, Valero, Marathon, Shell, Vitol Americas, Repsol, Eni (presente con l’amministratore delegato Claudio Descalzi), Aspect Holdings, Tallgrass, Raisa Energy e Hilcorp. È presente anche la società di fornitura di materie prime Trafigura. All’incontro partecipa il segretario di Stato Marco Rubio, il segretario all’Energia Chris Wright e il segretario degli Interni Doug Burgum.

Loading...

Trump: decideremo noi quali compagnie petrolifere potranno lavorare in Venezuela

Donald Trump ha detto ai petrolieri riuniti alla Casa Bianca che saranno gli «Stati Uniti a decidere quali compagnie potranno lavorare in Venezuela». Il presidente ha specificato che le compagnie petrolifere dovranno trattare con il governo americano e non con il Venezuela, per sfruttare le riserve petrolifere del Paese. «Tratterete direttamente con noi, non avrete alcun rapporto con il Venezuela, non vogliamo che abbiate rapporti con il Venezuela», ha detto.

In Venezuela «prima non c’era sicurezza, ma ora avete sicurezza totale», ha detto il presidente alla Casa Bianca, con i vertici delle principali compagnie petrolifere americane e internazionali. «Il Venezuela avrà un grande successo», ha detto ancora Trump. «Ci stiamo riprendendo ciò che ci è stato tolto», ha aggiunto il presidente riferendosi al petrolio venezuelano. Le compagnie petrolifere investiranno «almeno 100 miliardi di dollari» in Venezuela, ha assicurato Trump. Il presidente ha spiegato che le compagnie petrolifere hanno bisogno di avere dal governo «la sicurezza che quando spendono tutto questo denaro, sarà lì in modo che potranno riavere il loro denaro e fare un bel profitto.

Trump ha poi detto che il Venezuela ha un «greggio pesante, un petrolio molto buono, straordinario. È fantastico per alcune cose, come l’asfalto per le strade».

«Cina e Russia possono compare il petrolio venezuelano»

«Cina e Russia possono comprare il petrolio» dagli Stati Uniti, ha detto ancora Trump. «Siamo pronti a fare business».

Il presidente Usa ha anche detto: «Stiamo andando estremamente d’accordo con il popolo del Venezuela, con il popolo e la gente che lo sta governando».

Trump fa pressione su Venezuela: via le spie di Cina, Russia, Iran

Gli Usa sequestrano un’altra petroliera nei Caraibi, «in coordinamento con il governo ad interim»

Gli Stati Uniti hanno intanto sequestrato un’altra petroliera nel Mar dei Caraibi. La Olina era precedentemente chiamata Minerva M ed era stata sanzionata dagli Usa per il suo ruolo nel trasporto di petrolio russo. Il nuovo sequestro rischia di esacerbare ulteriormente le tensioni fra Washington e Mosca a pochi giorni dall’abbordaggio della petroliera Marinera nelle acque internazionali dell’Oceano Atlantico. Proprio oggi, accogliendo le sollecitazioni di Mosca, Trump aveva deciso di rilasciare due cittadini russi parte che facevano parte dell’equipaggio della Marinera. Una mossa accolta ’con favore’ dal Cremlino.

Lo stesso Trump ha detto che «Gli Stati Uniti, in coordinamento con il governo ad interim del Venezuela, hanno sequestrato una petroliera che era partita dal Paese senza la nostra autorizzazione». «Questa petroliera sta ora tornando in Venezuela e il petrolio verrà venduto attraverso l’accordo energetico che abbiamo creato appositamente per questo tipo di transazioni», ha aggiunto il presidente.

Il presidente Usa: «Abbiamo un’Armada gigantesca, ma non credo che sarà necessaria»

«Abbiamo un’Armada, gigantesca, come nessuno ha mai visto in quelle parti del mondo, posizionata proprio di fronte alle coste». Lo ha detto oggi Donald Trump confermando comunque di credere «che non sarà necessaria» una seconda ondata di attacchi contro il Venezuela. «Andiamo così d’accordo con le persone coinvolte per rappresentare il Venezuela che io non penso che ci sarà, non credo che sarà necessaria una seconda ondata», ha aggiunto.

Colloquio Sheinbaum-Lula su sovranità America Latina

Sul fronte politico, si registra il colloquio telefonico tra la presidente messicana Claudia Sheinbaum e l’omologo brasiliano Luiz Inacio Lula da Silva, in relazione alla difesa della sovranità dei due Paesi dopo l’operazione militare statunitense in Venezuela.

Descalzi: pronti a investire in Venezuela

«Siamo pronti a investire« in Venezuela. Lo ha detto a Donald Trump l’amministratore delegato dell’Eni, Claudio Descalzi, nell’incontro alla Casa Bianca sul futuro del petrolio venezuelano. «Grazie per li grande sforzo e l’efficienza della sua azione», ha detto Descalzi a Trump, ribadendo: «Siamo qui per investire con gli Stati Uniti». L’Eni, ha aggiunto Descalzi, è pronta a «unirsi alle compagnie americane» nello sviluppo dell’industria petrolifera venezuelana.

Il Ceo di ExxonMobil: impossibile investire in Venezuela senza cambiamenti significativi»

Il Ceo ExxonMobil Darren Woods ha dichiarato venerdì che è «impossibile investire” in Venezuela date le circostanze attuali. Pertanto «servono cambiamenti significativi» nel Paese che Washington vuole mettere sotto tutela. «I nostri beni sono stati sequestrati due volte in questo Paese, quindi potete immaginare che per tornarci una terza volta sarebbero necessari cambiamenti piuttosto significativi», sottolinea Woods durante l’incontro alla Casa Bianca con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e le big oil. «Se si esaminano le strutture e i quadri giuridici e commerciali attualmente in vigore in Venezuela, si constata che oggi è impossibile investire in questo Paese», sottolinea Woods aggiungendo che tuttavia «sono convinto» che la situazione potrebbe evolvere grazie all’intervento di Washington.

Riproduzione riservata ©
Loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti