Venezuela, la doppia scossa: il terremoto e il maxi-debito da 240 miliardi di dollari
Sono più di 5mila le vittime del sisma, almeno 20mila i feriti. E la situazione economica è drammatica
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Nell’aria si mescolano l’odore di salsedine e quello, più ostinato, della polvere di cemento che non si è mai del tutto posata. A La Guaira, poco lontano da Caracas, dove il terremoto ha distrutto centinaia di palazzi, vi è ancora un numero imprecisato di dispersi. È il tempo sospeso dei disastri, quello in cui i numeri, enormi, quasi astratti, diventano l’unico modo per esprimere il dolore che le famiglie non riescono ad accettare e a comunicare.
Chiedilo al Sole
Il sisma ha amplificato il collasso economico: l’inflazione è la più alta del mondo, oltre il 500% annuo, il bolivar, la moneta, continua a perdere terreno sul dollaro. E, dulcis in fundo, del petrolio a 100 dollari al barile, ai venezuelani non arriva nulla.
Il terremoto ha colpito un Paese già alle prese con una transizione storica e fragile. Il 3 gennaio 2026 le forze speciali statunitensi hanno catturato Nicolás Maduro a Caracas nell’operazione “Absolute Resolve”, trasferendolo a New York con accuse di narcotraffico e terrorismo. Al suo posto governa, come presidente ad interim, l’ex vicepresidente Delcy Rodríguez, senza elezioni libere ancora annunciate; una governance a sovranità limitatissima. Le minacce di Donald Trump non sono state subliminali: « Se Delcy non fa ciò che le diciamo farà la fine di Maduro».
«La gente pensava che il giorno dopo sarebbe cambiato tutto. Non è stato così - racconta José Rodríguez della fondazione Avsi - : medici e insegnanti guadagnano ancora meno di 20 dollari al mese, oltre due milioni di bambini restano fuori da scuola».
Il redde rationem da 240 miliardi di dollari
Nelle prossime settimane il Venezuela renderà pubblico, attraverso la banca d’affari statunitense Centerview Partners, il “viability plan” che porrà le basi della più grande ristrutturazione del debito sovrano della storia. La cifra complessiva che Caracas si appresta a dichiarare è di 240 miliardi di dollari: ben oltre le stime di mercato, che si aggiravano fra i 150 e i 200 miliardi, e superiore persino al default greco del 2012, finora il caso di riferimento per gli analisti del debito sovrano. Qui sorge la prima controversia : perché Centerview Partners ? Una banca d’affari americana, vicina al presidente Trump, secondo fonti di stampa americane.






