Veneto regione regina delle sagre di qualità
di Valeria Zanetti
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Valorizzare i prodotti tipici, le tradizioni, la cultura e il folclore di un territorio. Con questo obiettivo le pro loco organizzano ogni anno decine di feste in piazza con degustazioni, giochi, musica e rievocazioni in costume, che attirano turisti italiani e stranieri anche nelle mezze stagioni, quando il flusso dei visitatori di attenua. Un patrimonio che rappresenta un’autentica ricchezza per l’indotto generato e per il senso di appartenenza che gli eventi alimentano nelle comunità promotrici. Per queste ragioni l’Unione nazionale delle pro-loco d’Italia (Unpli) ogni anno identifica le migliori manifestazioni, che entrano nell’olimpo delle Sagre di Qualità, un sigillo che ne accresce la reputazione. Nel 2024 sono stati sette i riconoscimenti andati ad altrettante kermesse venete, premiate nelle scorse settimane, con la provincia di Treviso a fare la parte del leone con tre eventi. Nel novero delle rassegne, riconosciute nello Stivale, sono entrate la sagra di Melere di Trichiana, nel Bellunese; la festa dell’asparago di Pernumia (Padova); la sagra di San Matteo con Palio dei mussi di Riese Pio X; la mostra del Radicchio rosso tardivo Igp; la mostra dell’Asparago di Badoere Igp, tutte e tre nel Trevigiano, le ultime due a Zero Branco. Nel Veneziano ha centrato il target la Fiera e il zogo de l’oca in piazza a Mirano e, nel Vicentino, la Sagra del Gran Polù di Castelnovo. In tutto sono state 41 le sagre e nove gli eventi di “qualità” nazionali ad ottenere il marchio 2024. Tra queste, due si tengono in Friuli Venezia Giulia e una nel Trentino. A fregiarsi del titolo sono ora anche la Festa regionale del Vino friulano della pro loco delle Risorgive Medio Friuli di Bertiolo di Udine e Tradizion Cjastelane a Castelnovo del Friuli, in provincia di Pordenone. Infine il sigillo è andato anche alla festa dell’Asparago Bianco di Zambana, nel Comune di Terre D’Adige di Trento.
Il Veneto con 21 riconoscimenti d’eccellenza, si colloca al primo posto in Italia. Un premio che va anche alle migliaia di persone ogni anno pronte a mobilitarsi per realizzare feste e mostre.
“Il marchio Sagre di Qualità istituito da Unpli nazionale – sottolinea Rino Furlan, alla guida dell’Unione del Veneto e responsabile nazionale del progetto - punta a qualificare e valorizzare il lavoro e l’impegno di chi, offrendo un prezioso contributo rende possibili gli eventi in assoluto più rappresentativi e sentiti dalle comunità”. Il sigillo ne testimonia il valore e l’importanza, “in grado di ravvivare il legame con il territorio, celebrare tradizioni ed eccellenze enogastronomiche locali, creare sinergie con le attività economiche del posto e promuovere un turismo consapevole”, aggiunge. Non sempre l’organizzazione delle manifestazioni è in discesa per i volontari, che devono fare i conti con una mole di burocrazia riguardante le specialità distribuite, la partecipazione di comparse, bande, danzatori, fino alle strutture utilizzate e all’impiantistica. Per agevolare le pro loco nel districarsi nel meandro delle disposizioni, il senatore veneto, Antonio De Poli, ha ricordato che in Senato è stato avviato l’iter sul disegno di legge che riconosce l’operato delle Pro Loco. Il ddl oggi è incardinato in Commissione Affari costituzionali. “Permetterà di semplificare le procedure organizzative degli eventi, aiutando amministratori e volontari a mettere a terra le manifestazioni in sicurezza, ma con un carico meno pesante di burocrazia”, afferma.
Le feste venete che hanno ottenuto quest’anno il sigillo sono organizzate da un numero variabile di volontari: dagli oltre 500 impegnati nella sagra di Melere di Trichiana nel Bellunese, dal primo al 15 agosto di ogni anno, ai circa 300 che lavorano alle tre manifestazioni organizzate nel Trevigiano, fino ai 150 coinvolti nella fiera dell’Oca di Mirano.
La matrice è per lo più gastronomica: a Trichiana, ad esempio, si degustano piatti tipici locali come il pastin (gnocchi con erbe di montagna o ricotta affumicata), il formaggio alla piastra, i risotti, i casunziei, la cacciagione locale (cervo, capriolo, lepre e muflone) e gli “osei” accompagnati da polenta fatta con il tipico mais rosso della Valbelluna. La festa Dell’asparago di Pernumia, nel Padovano, la mostra del Radicchio rosso tardivo e dell’Asparago di Badoere, a Zero Branco, nel Trevigiano, si ispirano a prodotti tipici del territorio. Così come la Mostra dei funghi di Altivole, la Sagra del peperone di Zero Branco, e la Mostra mercato dei marroni di Pederobba, sempre nella provincia della Marca, che hanno ottenuto il riconoscumento nelle precedenti edizioni. Stesso discorso vale per la festa della Verza Moretta, a Veronella, del Mandorlato di Cologna Veneta e per la sagra dei Bisi di Colognola ai Colli, nel Veronese, o ancora la sagra del Melone di Massanzago, nel Padovano, e quella del Baccalà di Sandrigo, nel Vicentino.


