Diario di bordo dell’economia

Vendite all’estero, Gibilterra tra i mercati di sbocco

Dai dati riportati dal centro studi Istituto Tagliacarne le esportazioni sono passate dai 56 milioni a 214 milioni nei primi nove mesi del 2024

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Le regioni del Nord-Ovest (Piemonte, Valle d’Aosta e Liguria) registrano, nei primi nove mesi del 2024, un calo significativo delle esportazioni rispetto ai primi tre trimestri del 2023. Tra gennaio e settembre dello scorso anno, infatti, l’export in valore è calato del 5,9% su base annua, evidenziando una contrazione ben più severa rispetto al -0,7% dell’Italia nel suo complesso. Al netto di ciò, risulta necessario distinguere, all’interno della ripartizione, le diverse performance regionali. Se Piemonte e Liguria si distinguono per una flessione, anche rilevante, delle esportazioni, rispettivamente del 3,5% e del 21,3%, la Valle d’Aosta registra una crescita dell’11,1%, la più elevata in Italia dopo la Calabria. Complessivamente, le vendite verso l’estero sono scese da 55,7 a 52,4 miliardi di euro, un calo di circa 3,2 miliardi, da attribuire in egual misura alla Liguria (-1,6 miliardi) ed al Piemonte (-1,6 miliardi). L’andamento della Liguria è stato fortemente condizionato dalla contrazione dell’export dalla provincia di Genova di navi e imbarcazioni (-1,1 miliardi; -91,8%), in particolare verso gli Stati Uniti (-1 miliardi). La flessione del Piemonte, invece, è da attribuirsi all’automotive (-2,0 miliardi; -31,7%), a seguito del vistoso calo delle vendite sia verso la Germania (-786 milioni) che verso la Francia (-428 milioni). Torino e Genova, dopo Ascoli Piceno, risultano inoltre le due province che hanno registrato la riduzione più significativa del valore delle esportazioni nei primi nove mesi del 2024.

Nonostante la decisa contrazione sperimentata nel periodo preso in considerazione (-31,5%), gli autoveicoli continuano ad essere i prodotti più venduti oltre confine dalle imprese del Nord-Ovest, con circa 4,4 miliardi di export. La categoria merceologica che ha invece fatto segnare l’incremento maggiore è quella degli “Altri prodotti alimentari” (+261,6 milioni di euro; +12,1%), la cui crescita è attribuibile soprattutto al Piemonte, che registra un aumento di ben 269,9 milioni di euro. Nella ripartizione, l’incidenza di questa categoria di prodotti sul valore complessivo delle merci esportate è aumentata dal 3,9% al 4,6% (+0,7 punti percentuali).

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Per quanto concerne i mercati di sbocco, è la Francia il principale partner commerciale delle imprese del territorio (15,3% del totale). Tuttavia, le vendite verso questo mercato hanno registrato una flessione di 559 milioni di euro (-6,7%). Calano in misura ancora maggiore le vendite verso la Germania e gli Stati Uniti (-10,5% e -31,6%), rispettivamente secondo e terzo mercato di sbocco. Tra i mercati in forte ascesa si segnala, viceversa, Gibilterra, verso cui le esportazioni sono passate dai 56 milioni dei primi nove mesi del 2023 ai 214 milioni nei primi nove mesi del 2024, per una variazione tendenziale del +278,7%. Questa dinamica è da attribuire innanzitutto alle esportazioni di “Prodotti derivanti dalla raffinazione del petrolio”, che hanno registrato una crescita di ben 158 milioni.

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