Nel mercato del mobile champion europei come Vodafone operano già trasversalmente; in Europa centro orientale, per fare un esempio, una serie di grandi gruppi, come 4iG, sta acquisendo trasversalmente in vari Paesi. Certo questo tipo di consolidamento va fatto cum grano salis; in alcuni mercati i grandi gruppi hanno, infatti, avuto un relativo successo. Sul fronte del consolidamento italiano, e interno in generale, invece, gli occhi sono puntati ora al merger in Spagna tra Mas Movil e Orange. Se l'Europa non darà remedies, come successo in passato, probabilmente si aprirà una stagione diversa. Nel mercato dell'infrastruttura di rete, invece, l'idea di un'infrastruttura trasversale nazionale è sana e non solo italiana. L'Italia, con Tim, è uno dei primi Paesi in cui si sta provando questo modello. Da noi avere un'unica rete costituirebbe un beneficio che contribuirebbe a risolvere un problema. Per esemplificare, costruire due autostrade uguali Roma-Milano mentre il digital divide è ancora un problema, non aumenta la competitività. Lato nostro, noi vediamo il consolidamento secondo due prospettive: la prima è quella di avere meno clienti, la seconda è avere clienti più grandi. Certo si riduce il possibile mercato nel breve periodo, ma io preferisco avere tre clienti in buona salute anziché cinque che non hanno certezze sugli investimenti. Conseguentemente se loro investono sulla rete, noi possiamo investire sulla ricerca e lo sviluppo e fornire prodotti sempre più efficienti.
È auspicabile che le telco cerchino di rivalersi nei confronti degli Over the top che utilizzano la loro rete?
L'operatore di tlc ha accesso a funzionalità di rete e informazioni che nessun altro ha. Possono essere sfruttate per iniziare a monetizzare il 5G.L'operatore potrebbe offrirle a un mondo più ampio, anche agli Over the top .
In Ericsson state cercando simili soluzioni?
Per noi è stata molto l'importante acquisizione di Vonage, azienda americana, leader nelle piattaforme di comunicazione. In attesa di decisioni sulla "fair share" da far pagare agli Ott, questa acquisizione potrebbe permettere agli operatori mobili, clienti di Ericsson, di esporre e vendere le funzionalità delle loro reti intelligenti (5G) attraverso Api (un interfaccia di programmazione delle applicazioni) agli sviluppatori di applicazioni e servizi. Al Mobile World Congress di Ericsson si potrà assistere a una prima dimostrazione delle potenzialità. Per Ericsson, le Api rappresentano una nuova opportunità di crescita per l'intero settore telco. L'attuale mercato delle Api per le comunicazioni - come video, gaming, voce e sms - cresce del 30% l'anno e si prevede che raggiungerà i 22 miliardi di dollari entro il 2025. Con l'esposizione delle Api, sarà più facile per gli sviluppatori creare servizi innovativi che utilizzano funzionalità di rete avanzate come la qualità del servizio, la sicurezza avanzata o l'autenticazione degli utenti. Queste funzionalità sono componenti fondamentali della rete che finora non sono ancora state esposte in modo unificato e facilmente fruibile dalla comunità globale degli sviluppatori. Con le Api le caratteristiche delle reti del futuro, come ad esempio la velocità, la latenza, la qualità del servizio, ma anche l'autenticazione, possono essere monetizzate. Bisogna essere in grado di presentare le funzioni della rete agli sviluppatori, come ad esempio la garanzia di una certa velocità tramite Api. Quello che speriamo è che gli operatori siano in grado di monetizzare le funzionalità del 5G. Perché se le telecomunicazioni non possono monetizzare il 5G, sarà molto difficile per loro fare nuovi investimenti significativi sulle reti. L'esposizione delle funzionalità delle telco in modo aperto, intuitivo e programmabile tramite Api globali aperte consentirà alle comunità di sviluppatori di innovare nuove applicazioni e funzionalità per qualsiasi dispositivo che benefici di una connessione alla rete.