Van Gogh, viaggio esotico fra i suoi libri, stampe e celebri dipinti
A Milano la mostra Van Gogh, pittore colto è al Mudec fino al 28 gennaio
di Grazia Lissi
3' di lettura
I punti chiave
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E’ il pittore delle leggende e dei cliché più usati fra gli artisti: Van Gogh matto, autodidatta, lontano dal mondo e sedotto solo dalla campagna. Era invece pittore schivo e coltissimo, conosceva perfettamente la Bibbia, era figlio di un pastore evangelico e lui stesso, prima che il desiderio di dipingere diventasse assoluto, era stato predicatore evangelista laico; l’amore per la conoscenza, per i libri lo accompagnò tutta la vita.
Pittore colto
La mostra “Vincent van Gogh. Pittore colto” vuole raccontare questo lato inedito dell’artista più conosciuto dal grande pubblico, amato dalla storia dell’arte; a cura di Francesco Poli con Mariella Guzzoni e Aurora Canepa, in collaborazione con il Museo Kröller-Müller di Otterlo, Paesi Bassi, al Mudec di Milano, fino al 28 gennaio 2024 (catalogo 24ORECultura).
Il lettore Van Gogh amava il suo tempo, era attento ai cambiamenti che avevano rivoluzionato la sua vita, quella di Theo, il fratello, e di tutti i suoi amici. Nelle sue lettere rivela la passione per la lettura: “I libri, la realtà e l’arte sono una cosa sola per me”.
Le Japonisme
Sono circa 40 le opere provenienti dal Museo olandese, tra cui gli straordinari studi di teste e figure per “I mangiatori di patate”, e i disegni di cucitrici e spigolatrici della fase olandese; “Moulin de la Galette”, “Autoritratto”, “Interno di un ristorante”, “Natura morta con statuetta e libri”, degli anni parigini (1886-87); Il percorso espositivo è sia cronologico che tematico e propone una riflessione sull’opera di Van Gogh, il rapporto fra la sua dimensione culturale, spirituale e la visione pittorica. Non visitò mai il Giappone ma ne fu sedotto scoprendo le stampe nipponiche di cui divenne un accanito collezionista: paesaggi raffinati ed esotici, montagne innevate e corsi d’acqua dai colori delicati, donne effimere, uomini dai kimono decorati. Questi mondi lontani animano la sua fantasia, i suoi disegni; per anni circa l’artista disegnò con tenacia ogni giorno prima di arrivare all’esplosione del colore.
Zola e Millet
Uomo sensibile, attento e partecipe alle condizioni disperate della “povera gente”, dei diseredati; Van Gogh, come Emile Zola scrittore che ama, denuncia nella sua arte le condizioni disumane in cui braccianti sono costretti a vivere, le ingiustizie che i poveri subiscono ogni giorno. Nella sua biblioteca compare anche “Storia della Rivoluzione Francese” di Michelet, “La capanna dello zio Tom” di Beecher Stowe e poi Dickens, Hugo, e Shakespeare. La conferma di quanti libri abbia letto il pittore è nelle lettere a Theo, i due fratelli spesso leggevano e commentavano gli stessi testi.








