Valter Lavitola arrestato per l’attentato a Ranucci. Gip: «Voleva posto in politica con conduttore»
L’imprenditore ed ex giornalista-editore è accusato di essere il mandante. Il progetto di attentato, secondo il giudice alle indagini preliminari di Roma avrebbe avuto un duplice obiettivo: proteggere Ranucci e accrescerne la popolarità
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L’imprenditore ed ex giornalista-editore Valter Lavitola è stato arrestato e portato in carcere perché accusato di essere il mandante dell’attentato al giornalista e conduttore Rai Sigfrido Ranucci, avvenuto nell’ottobre scorso a Pomezia vicino Roma. La misura cautelare è stata emessa dal gip di Roma Iole Moricca nell’ambito dell’indagine della Procura - coordinata dal procuratore Francesco Lo Voi - in cui si contesta anche il metodo mafioso. L’arresto è stato eseguito dai carabinieri del Nucleo Investigativo.
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Gip: movente dell’attentato da individuare nel rapporto tra Lavitola e Ranuccci
Secondo quanto ricostruito dall’ordinanza di custodia cautelare del Gip capitolino il movente che avrebbe spinto l’ex editore e imprenditore Lavitola a commissionare l’attentato contro il giornalista e conduttore di Report sarebbe da individuare nel loro rapporto personale. Il progetto di attentato, secondo il giudice, avrebbe avuto un duplice obiettivo: proteggere Ranucci e accrescerne la popolarità.
“Ebbene, non vi è dubbio che le risultanze di cui si è dato conto rappresentino un formidabile movente per l’azione delittuosa posta in essere”, scrive il gip nelle 198 pagine dell’ordinanza con cui ha disposto l’arresto di Lavitola. Perno centrale delle analisi sono i messaggi trovati sul telefono, che dimostrerebbero il rapporto con Ranucci. Lavitola, secondo il giudice, “si poneva come persona pronta a sostenerlo nelle difficoltà e, davanti ai successi televisivi, come un adulatore e grande estimatore. Lavitola avrebbe coltivato l’idea di convincere Ranucci a entrare in politica”. Il 29 luglio 2024, nei momenti di difficoltà professionale, gli avrebbe scritto: “Sarebbe il momento di andarsene”, suggerendo di lasciare l’attività giornalistica. Il 26 giugno 2025 il messaggio sarebbe stato ancora più esplicito: “In ogni caso, credo che ti sia chiaro che ogni attacco che ti fanno serve a farti crescere ulteriormente, cerca di cogliere, altrimenti rischi la salute”.
Chiesto arresto anche per intermediario Gomes Tavares
Il gip di Roma ha anche emesso un mandato di arresto, contestualmente alla misura cautelare per Valter Lavitola, nei confronti del cittadino camerunense Gomes Clesio Tavares, accusato dai pm di Roma di avere partecipato al progetto dell’attentato a Ranucci. L’uomo è attualmente latitante e si troverebbe in Africa. Secondo l’accusa, Gomes sarebbe stato l’intermediario tra Lavitola e la banda - composta da quattro persone - che materialmente ha compiuto l’azione dinamitarda il 16 ottobre dello scorso anno a Pomezia, centro vicino Roma.







