Vale 213 milioni l’indotto della settimana della moda di settembre
In occasione della Fashion week, consegnato al Belvedere di Palazzo Lombardia il premio “Maestri d’Eccellenza Lvmh”
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(Il Sole 24 Ore Radiocor) - La Milano fashion week (17-23 settembre 2024) vale quasi 213 milioni di euro di indotto turistico. Secondo l’analisi dell’ufficio studi di Confcommercio Milano, per questa seconda settimana della moda dell’anno, la spese procapite di chi visiterà il capoluogo lombardo in occasione dell’evento ammonta a 1.638 euro, per un controvalore complessivo di 212,8 milioni di euro. Inoltre, sommando anche la Milano fashion week di febbraio, l’afflusso di visitatori a Milano vedrà una crescita, quest’anno, del 4% rispetto al 2023: quasi 245mila persone (244.919): il 56% italiani e il 44% proveniente dall’estero. Considerando entrambi i periodi di sfilate del 2024, l’indotto complessivo si attesterà a circa 396 milioni di euro con un incremento del 9,4% rispetto allo scorso anno, in base all’elaborazione dei dati su fonti Istat, Questura di Milano, Banca d’Italia e Global Blue. La previsione complessiva dell’arrivo di turisti a Milano per questo mese di settembre è di quasi 796mila (795.774) con un incremento del 6,7% nel confronto con il 2023. «La Milano fashion week, con più di 170 appuntamenti tra sfilate, presentazioni ed eventi, ha un forte e consolidato richiamo internazionale con la qualità e l’eccellenza del nostro sistema moda. Le previsioni sull’indotto ancora in crescita della settimana della moda confermano la forza attrattiva di Milano e proprio per questo sono necessarie politiche che rendano la nostra città sempre più aperta e accessibile», ha affermato Marco Barbieri, segretario generale di Confcommercio Milano, Lodi, Monza e Brianza.
Consegnato il premio “Maestri d’Eccellenza Lvmh”
La settimana della moda è stata anche l’occasione per la consegna del premio “Maestri d’Eccellenza Lvmh” che si è svolto presso il Belvedere di Palazzo Lombardia. Si tratta di un omaggio all’arte, alla passione e all’innovazione degli artigiani che illuminano il mondo del lusso. «Sono fermamente convinta che il binomio lusso e turismo sia la formula vincente per la Lombardia», ha dichiarato Barbara Mazzali, assessore regionale al Turismo, Marketing Territoriale e Moda. «Gli artigiani e gli imprenditori che abbiamo celebrato sono i veri protagonisti di questa partita, da chi lavora nel tessile a chi crea capolavori di pelletteria, gioielleria e design. Loro sono il cuore pulsante di quel Made in Italy che il mondo intero ammira e desidera, e noi siamo qui per sostenerli», ha aggiunto, sottolineando che «il nostro compito, come istituzioni, è proteggere e promuovere queste eccellenze, assicurando che il loro impatto sull’economia e sulla società venga riconosciuto e valorizzato». In questo quadro, Mazzali ha indicato che «i numeri parlano chiaro: il settore dell’alto di gamma, con i suoi prodotti e servizi di altissima qualità e valore esperienziale, sarà uno dei principali motori della crescita economica della nostra regione, insieme al turismo. Nei prossimi anni, l’80% degli acquisti nel settore del lusso in Italia sarà fatto da visitatori stranieri, e la Lombardia si posiziona come leader indiscusso per intercettare questo mercato di élite», specificando che «la Regione Lombardia sostiene l’artigianato con misure dedicate all’innovazione, alla formazione e all’internazionalizzazione delle imprese. Ma non si tratta solo di numeri o incentivi economici, il nostro obiettivo è creare un ambiente in cui la cultura dell’eccellenza possa fiorire, alimentata dalla fusione tra tradizione e modernità, esperienza e nuove tecnologie».
I numeri del Sistema Moda Italia
Da ricordare che il Sistema Moda italiano nel 2023 ha realizzato complessivamente un giro d’affari di 100 miliardi di euro, pari a circa l’8% del fatturato manifatturiero italiano, e rappresenta un universo di circa 53.000 aziende, dove quasi il 20% è composto da piccole e medie imprese che generano la metà del fatturato complessivo e svolgono un ruolo cruciale lungo tutta la filiera produttiva, sia nel mercato domestico che internazionale. Con un export pari a 65 miliardi di euro, il settore è storicamente trainato da due forze motrici: l’alta gamma e la media-bassa gamma. Nonostante il rallentamento della produzione a causa del difficile contesto internazionale che ha inciso sulla domanda, secondo le previsioni di Prometeia, il fatturato del Sistema Moda è atteso rimanere invariato nel 2024, per poi tornare a crescere nel 2025. Il Fashion è uno dei settori di punta del Made in Italy nel mondo, riconosciuto per qualità, pregio ed eleganza. Proprio per queste caratteristiche le esportazioni di moda rappresentano più del 10% delle vendite italiane oltreconfine e negli ultimi cinque anni sono cresciute a un tasso annuo composto (Cagr) del 4,1%, ritmo inferiore a quello dell’export italiano totale (+6,1%). Il buon andamento delle vendite nel 2022 è stato registrato grazie in particolare all’aumento dei prezzi, mentre ha poi fermato la sua corsa nel 2023 quando il valore delle vendite estere di Fashion è rimasto stabile (-0,3%, in linea con il dato nazionale) a 65 miliardi di euro per effetto del calo delle vendite in volume (-10,3%). A livello territoriale, la Lombardia è la prima regione esportatrice di moda, con un peso di quasi il 30% sul totale. Nel 2023 l’export lombardo ha visto un aumento del 4,1%, vantando specializzazioni territoriali come il tessile e filati in seta di Como e tessile, abbigliamento e maglieria di Varese.



