Val d’Agri: sfida green dell’Eni per ripensare i modelli di sviluppo
Un piano da 80 milioni nella valle lucana per progetti sostenibili
di Luigia Ierace
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Non solo petrolio in Basilicata, ma nuove opportunità di sviluppo e di occupazione si creano in Val d’Agri nell’area del Centro Olio di Viggiano dove insiste il più grande giacimento petrolifero dell'Europa continentale. Circa 64 mila barili di greggio estratti ogni giorno in Basilicata dall'Eni che guarda a un nuovo programma integrato e trasversale: l’Energy Valley. Tradotto in numeri: 80 milioni di euro di investimenti, circa 200 occupati per la fase di realizzazione dei progetti e circa 100 risorse tra diretto e indotto, nella fase di esercizio, 70 gli ettari di terreno. Diversificazione, sostenibilità ambientale, economica e sociale, e su economia circolare offrendo nuove opportunità di sviluppo imprenditoriale e di potenziamento delle filiere locali dell'energia e dei settori «non oil».
«È una sfida che va oltre l'oil&gas - ha ribadito, infatti, Walter Rizzi, senior vice president del Distretto meridionale dell'Eni -. Un sistema territoriale virtuoso, coerente con il nuovo modello di business Eni, in grado di sfruttare al meglio le possibilità dell'area nel pieno rispetto del territorio, recuperando e potenziando le risorse disponibili attraverso soluzioni innovative».
La compagnia petrolifera, insomma, si lascia alle spalle il periodo buio legato alla perdita di greggio da un serbatoio di stoccaggio nell’area del Centro Olio Val d’Agri (Cova) e punta su un programma che include progetti industriali a forte valenza di sostenibilità, innovazione, riqualificazione agricola e funzionale delle aree vicine all'impianto d’intesa con gli stakeholder locali. Gestione sostenibile delle risorse, sviluppo economico e occupazionale, efficientamento energetico, ricerca e innovazione tecnologica: gli elementi qualificanti dell’Energy Valley. «Stiamo puntando a trasformare la nostra presenza in Val d'Agri - ha spiegato Rizzi - e lo stiamo facendo investendo importanti risorse. Una scelta strategica e ragionata nel tempo. Negli ultimi due anni e mezzo abbiamo assunto 104 risorse nel Distretto meridionale di Eni, il 90% lucani».
Questi i principali progetti, tre dei quali in fase esecutiva, basati su soluzioni tecnologicamente innovative, sull’esperienza e sul know how aziendali, sfruttando la frontiera della digitalizzazione e attivando sinergie con Università e Centri di ricerca, tra i quali il Cnr, l’Enea, l’Università della Basilicata e la “Federico II” di Napoli
Gestione sostenibile delle acque


