2' di lettura
2' di lettura
Fra le qualità di assoluto rilievo del Festival, in questi trentasei anni, c’è non solo l’averci fatto riscoprire i tesori di questa grande capitale e porto del periodo tardo antico e bizantino; ma anche far conoscere i piccoli centri della Romagna con i loro esempi unici di architettura civile e privata. Come il Pavaglione di Lugo, imponente quadriportico sorto nel 1784 per il mercato dei bozzoli del baco da seta, allora fiorentissimo. Commerci – ma anche, da sempre, spettacolo: il concerto del 21 giugno vede assieme il piano di Stefano Bollani e la tromba di Enrico Rava, la coppia più bella del jazz.
Come nella vicina Russi il seicentesco Palazzo S. Giacomo, la cui architettura richiama il palazzo dei Farnese a Colorno e quello ducale degli Estensi a Modena. Lì, il 29 giugno ecco La Notte dello Spiritual Jazz, con Lakecia Benjamin e Hamid Drake. La prima, con il suo sax, forte di cinque nomination ai Grammy, presenta l’ ultimo album Phoenix reimagined, fra r&b e funk, nell’ unica data italiana.
Numerosi sono i concerti nel cartellone del Festival, da Uri Caine a Malika Ayane ad altri. Anche a Ravenna dove, nell’architettura contemporanea di Palazzo De André firmato da Sadich, il 6 luglio ascoltiamo Max Richter con il suo nono album, In A Landscape. Lui stesso all’elettronica, assieme a un quintetto d’archi; un fugace autoritratto di un musicista in costante movimento, alla ricerca di un equilibrio perfetto tra suoni elettronici ed acustici. Circa tre miliardi di streams e un milione di album venduti: ne ricordiamo il successo planetario per la rilettura delle Quattro Stagioni e la colonna sonora della serie tv venduta in tutto il mondo, L’amica geniale.
Gran finale sul mare, all’Arena Stadio dei Pini di Cervia quando, il 9 luglio, con Night Reign risuonerà la voce pakistana di Arooj Aftab, compositrice che fonde il folclore della sua terra con il jazz. In questo album, nominato ai Grammy per “Best Alternative Jazz Album”, esplora la notte come metafora di introspezione e mistero, intrecciando testi in urdu e inglese. La musica crea un paesaggio sonoro ipnotico e sperimentale, fra atmosfere minimal e ritmi pulsanti.


