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Vacanze, nei Paesi dell’Ue cresce il turismo con il camper o in campeggio

Il turismo in camper e campeggio cresce in tutta l’Ue, con 413 milioni di notti nel 2025 e un aumento più rapido rispetto agli altri alloggi. Francia, Spagna e Italia guidano la classifica

di Davide Madeddu (Il Sole 24 Ore), Sasha Aumüller (Der Standard, Austria), Ana Somavilla (El Confidencial, Spagna), Ieva Kniukštienė (Delfi, Lituania) e Mike Konstantopoulos (EfSyn, Grecia)

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Da una parte il senso dell’avventura, dall’altra quello di libertà. Le vacanze in camper o in campeggio piacciono. E, come sottolinea Eurostat, lo dimostrano i numeri relativi alle notti trascorse nel 2025 nei campeggi, nei parchi per veicoli ricreativi (RV) e nei parcheggi per roulotte che nell’UE hanno raggiunto i 413 milioni.

«Mentre il campeggio e il caravanning rappresentavano solo il 13,4% di tutte le notti di alloggio turistico nel 2025, la loro popolarità è costantemente aumentata negli ultimi dieci anni - scrive Eurostat -. Rispetto al 2015, le notti trascorse in queste aree esterne sono aumentate del 28,5%, mentre le notti trascorse in hotel, vacanze o altri alloggi per brevi soggiorni sono aumentate del 23,4%».

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Nel 2025 il 67,0 % (277 milioni di notti) di tutte le notti trascorse in questi alloggi si è concentrato nei mesi estivi, tra giugno e agosto. La crescita comincia a registrarsi a marzo per poi scendere a settembre e ridursi al minimo a dicembre.

La palma d’oro va alla Francia, dove 154 milioni di notti sono state trascorse nei campeggi e nei parchi caravan, pari al 37,2% delle notti trascorse in questi alloggi in tutta l’Ue. Numeri significativi sono stati registrati anche in Spagna (49,8 milioni). L’Italia con 49,1 milioni è al terzo posto, seguita poi dalla Germania con 45,0 milioni. Il numero di pernottamenti nei restanti 10 paesi dell’Ue variava tra 26,8 milioni nei Paesi Bassi e 7,1 milioni in Portogallo.

Il caso italiano

«I dati trovano riscontro anche tra i nostri associati, in quanto le richieste di noleggio e acquisto di camper sono incrementate negli ultimi anni - sottolinea Ester Bordino, presidente di Assocamp, l’associazione di riferimento dei rivenditori, manutentori e noleggiatori di veicoli ricreazionali (camper e caravan) nonché dei rivenditori di attrezzature per il turismo all’aria aperta -. Chi sceglie questo modo di viaggiare cerca più autonomia e maggiore contatto con la natura e l’autenticità dei luoghi».

Per la presidente del sodalizio che conta oltre 200 affiliati in tutta Italia e rappresenta più del 90% dei concessionari italiani, «il camper è un mezzo particolarmente apprezzato perché consente di avere a disposizione i propri spazi personali, adattabili anche alla presenza di un amico a quattro zampe o di un componente della famiglia più fragile, come potrebbe essere una persona con disabilità».

Le iniziative

Proprio per questo motivo l’associazione ha organizzato una serie di escursioni seguendo gli itinerari dei borghi. Percorsi particolarmente interessanti, destinati proprio ai camperisti. In questo contesto sono stati proposti anche gli itinerari per i centenari. Uno nei luoghi in cui è nato Dario Fo, un altro a Collodi, l’autore della favola di Pinocchio.

«Il camper, in questo contesto, diventa il mezzo ideale per rispondere ai timori e scoprire piccoli borghi e nuovi percorsi turistici in completa autonomia - aggiunge la presidente -. La comunità dei viaggiatori on the road condivide infatti abitualmente informazioni online tramite app, portali specializzati e forum. Diventa facile organizzare itinerari e confrontarsi con altri viaggiatori proprio per fugare dubbi su accessibilità, percorsi, attrazioni e aree di sosta». Senza dimenticare poi che proprio il camper «consente la libertà di destagionalizzare l’itinerario orientandolo verso percorsi tematici alla scoperta delle tradizioni e dei sapori dei nostri territori anche meno conosciuti, dove cercare prelibatezze nei negozi e botteghe locali».

A vantaggio di chi sceglie i campeggi ci sono i costi. Lo scorso anno, come sottolineano da Federconsumatori, l’associazione che si occupa della tutela dei diritti dei consumatori, gli aumenti non hanno superato il 2% con costi molto più contenuti rispetto a quelli di un soggiorno in albergo.

Austria

La crescita è particolarmente evidente in Austria, dove il campeggio è tra i segmenti turistici più dinamici. Negli ultimi dieci anni i pernottamenti sono passati da 5,45 milioni nel 2015 a 8,8 milioni nel 2025, segnando il quinto anno consecutivo di record. Secondo le stime, il comparto genera oltre mezzo miliardo di euro e sostiene tra gli 8mila e i 9mila posti di lavoro, con circa due terzi della spesa che resta nelle economie locali tra ristorazione, commercio e attrazioni turistiche.

La Carinzia è la destinazione principale, grazie soprattutto a laghi e attività estive, seguita dal Tirolo, dove è in forte crescita anche il campeggio invernale, e dal Salisburghese. Tuttavia, l’elevata domanda mette sotto pressione le infrastrutture: nei mesi di punta molte strutture risultano complete e aumentano i casi di sosta fuori dalle aree autorizzate, specie nei pressi di mete molto frequentate come Hallstatt.

Dal punto di vista normativo, il Paese mantiene regole severe sul campeggio libero, con sanzioni anche elevate. Allo stesso tempo, il governo ha avviato la “Camping Strategy Austria 2030”, che punta a qualificare l’offerta, sviluppare il glamping e promuovere un turismo sostenibile e destagionalizzato.

Spagna

Anche in Spagna il settore è in forte espansione. Il numero di camper è quasi triplicato in dieci anni, passando da poco più di 48mila a circa 137mila veicoli, con un mercato diviso tra noleggio e proprietà. Solo tra fine dicembre e inizio gennaio si sono registrate oltre 10mila prenotazioni, mentre per il 2026 la spesa complessiva generata dal comparto potrebbe superare i 25 milioni di euro.

Le destinazioni più richieste sono la Comunità Valenciana e la Costa Blanca, che registrano alti tassi di occupazione delle piazzole. Una quota rilevante dei turisti proviene dall’estero, in particolare dalla Germania.

Tuttavia, la crescita porta con sé alcune criticità. La normativa non è uniforme: a livello nazionale i camper sono equiparati alle auto, ma le regole su sosta e pernottamento variano da comune a comune, creando confusione tra i viaggiatori. In molte aree turistiche si registrano problemi di sovraffollamento, occupazione impropria degli spazi pubblici e carenza di infrastrutture adeguate, con conseguenti tensioni con i residenti e impatti ambientali legati alla gestione dei rifiuti.

Grecia

In Grecia il turismo in campeggio cresce, ma resta marginale rispetto al comparto alberghiero, che concentra oltre il 94% dei pernottamenti. I campeggi registrano comunque un aumento del 4,4%, il più elevato tra le diverse tipologie di alloggio, ma incidono per meno dell’1% del totale.

A frenare lo sviluppo contribuisce anche il quadro normativo. Nel 2025 una legge ha introdotto forti limitazioni al campeggio libero e alla sosta dei camper fuori dalle strutture autorizzate, con multe a partire da 300 euro. Il provvedimento ha suscitato critiche tra operatori e turisti, preoccupati per l’impatto sull’attrattività del Paese.

Successivamente il governo è intervenuto chiarendo le regole: è consentito parcheggiare i veicoli senza installare strutture esterne, distinguendo così tra semplice sosta e campeggio. L’obiettivo è tutelare ambiente, sicurezza e patrimonio culturale, senza penalizzare eccessivamente il turismo itinerante, che vede ogni anno l’arrivo di migliaia di camper stranieri, soprattutto nel Nord del Paese.

Lituania

In Lituania il turismo legato al campeggio cresce insieme alla ripresa generale del settore dopo la pandemia. Nel 2023 si sono registrati circa 237mila pernottamenti nei campeggi, con un aumento significativo rispetto agli anni precedenti.

Il fenomeno interessa soprattutto le aree naturali – coste, laghi e foreste – mentre i principali flussi turistici restano concentrati nelle città come Vilnius e Kaunas.

Uno dei principali limiti è rappresentato dall’offerta: i posti disponibili nei campeggi sono poco più di 4.200 e risultano insufficienti nei periodi di alta stagione. Questo squilibrio tra domanda e capacità ricettiva evidenzia la necessità di investimenti infrastrutturali.

Parallelamente, le autorità mantengono un approccio prudente, con regole ambientali stringenti: sono vietati campeggio libero e soste vicino a corsi d’acqua o in aree forestali. La strategia si basa su un equilibrio tra sviluppo turistico e tutela degli ecosistemi, con monitoraggio costante dell’impatto economico e ambientale del settore.

*Questo articolo rientra nel progetto di giornalismo collaborativo europeo “Pulse”

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