Vacanze open air, presenze record spinte dai nuovi investimenti
Aumentano le prenotazione mentre il 54% dei resort ha riqualificato parte delle strutture sviluppando una offerta più ampia con servizi innovativi
di Enrico Netti
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È a Nord Est il baricentro del turismo open air. Tra la costa veneta e le rive del lago di Garda si concentrano alcuni dei più grandi resort open air in Italia.
Sul piano dell’innovazione e degli investimenti le imprese pioniere, secondo le analisi del Centro internazionale di studi sull’economia turistica di Cà Foscari, il 54% delle strutture ha investito in riqualificazione e sviluppo di una nuova offerta secondo target specifici. Sono strutture che si trovano prevalentemente lungo la costa adriatica (57%) e sul lago di Garda (19%). Poco più di una su due offre almeno 8 servizi aggiuntivi e il 45% dà oltre il 50% di questi in gestione a terzi. Per continuare a competere le imprese anche nel prossimo futuro dovranno continuare a investire: già lo fanno grazie ai propri fatturati, ma devono potere contare su normative che supportino e facilitino l’accesso al credito.
Le previsioni per la prossima stagione, elaborate da HBenchmark, sono più che positive sia in termini di occupazione giornaliera che di ricavi medi. La prima segna un incremento medio complessivo del prenotato di quasi 8 punti percentuali mentre il ricavo medio pro capite per chi soggiorna sul lago di Garda passa da 95,9 euro a 117,7 euro e da 131,4 a 159,4 euro nel Nord Alto Adriatico.
Il fatturato realizzato lo scorso anno dal turismo open air tra Veneto e Friuli è intorno ai 1,4 miliardi di cui oltre 1,3 miliardi realizzati in Veneto. Nelle due regioni, secondo i dati Faita - Federcamping, campeggi e i villaggi turistici offrono oltre 250mila posti letto, occupano 8.500 addetti e producono 22 milioni di presenze, posizionandosi saldamente al secondo posto dopo gli alberghi nell’offerta turistica. Una formula che attira un numero sempre maggiore di turisti, un trend già in atto nel 2019 e incrementato negli ultimi tre anni. Una clientela che in stragrande maggioranza arriva dal Nord Europa e in media soggiorna per quasi due settimane. Si tratta di una clientela fidelizzata ed esigente che cerca strutture, servizi impeccabili e natura. Da parte loro i gestori anno dopo anno investono per rinnovare l’offerta dei villaggi aggiungendo bungalow e case mobili che offrono gli spazi e il confort di un appartamento, glamping e tende di ultima generazione alla ricerca dell’effetto novità.
Al centro di un progetto di costante miglioramento i villaggi Marina Julia Family Camping Village di Monfalcone, Gorizia, e Jesolo Mare Family Village di Jesolo di Club del Sole dove la presenza di clienti di lingua tedesca è decisamente superiore al 50%. Questi villaggi nell’arco dell’ultimo biennio hanno visto molti interventi in cui sono stati investiti 4 milioni per lodge di ultima generazione, la riqualificazione del verde e delle aree per la ristorazione, quelle sportive oltre a spazi ad hoc per gli ospiti con pets al seguito. Un percorso che punta a coniugare ospitalità con confort, ricettività e natura. «Dall’apertura delle prenotazioni, i segnali per la stagione 2024 sono più che positivi - fanno sapere dalla società - con un incremento delle vendite del 18%».


