La nuova America

Il capo dell’Fbi Chris Wray lascia per evitare lo scontro: Trump esulta

Il presidente eletto aveva già nominato il fedelissimo Kash Patel alla guida dell’agenzia. Come ambasciatore a Roma indicato Tilman Fertitta, italoamericano proprietario degli Houston Rockets di basket

dal nostro inviato a New York Luca Veronese

 Christopher Wray ha annunciato che lascerà l’Fbi a gennaio, prima della fine del suo mandato decennale

4' di lettura

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Il direttore dell’Fbi Christopher Wray si dimetterà a gennaio: prima della fine del suo mandato decennale, e prima che Donald Trump arrivi alla Casa Bianca. Evitando ulteriori polemiche, Wray ha anticipato il licenziamento, già annunciato dal presidente eletto: impossibile per lui restare alla testa dell’agenzia federale dopo lo scontro avuto con il tycoon nelle diverse inchieste giudiziarie, e in particolare dopo la perquisizione della residenza del tycoon, a Mar-a-Lago in Florida. Un affronto mai accettato da Trump che aveva nominato Wray nel 2017 e che ora - per evitare gli errori del primo mandato - affiderà l’Fbi al fedelissimo Kash Patel con l’incarico di fare pulizia nella struttura investigativa.

Trump esulta per l’addio di Wray

«A mio avviso, questo è il modo migliore per evitare di trascinare l’Fbi ancora più a fondo nelle polemiche, rafforzando al contempo i valori e i principi che sono così importanti per il modo in cui svolgiamo il nostro lavoro», ha affermato Wray davanti ai dipendenti nella sede centrale dell’Fbi.

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«Le dimissioni di Christopher Wray segnano un grande giorno per l’America», ha detto Trump in un post su Truth, aggiungendo una serie di accuse allo stesso Wray.

Già da alcune settimane Trump aveva indicato in Patel il nuovo direttore dell’Fbi. Patel, molto critico nei confronti dell’attività dell’Fbi, è perfettamente allineato con le accuse del presidente all’attuale gestione dell’agenzia: ha affermato l’intenzione di ridurre i poteri degli agenti federali, di chiudere la sede centrale di Washington, di licenziare i molti dirigenti e di contrastare la corruzione, a suo dire, diffusa tra gli agenti.

Un’approccio roboante, in totale contrasto con la gestione di Wray, un leader sobrio e circospetto che ha difeso l’indipendenza dell’Fbi.

La perquisizione a Mar-a-Lago

«Gli aspetti fondamentali di ciò che siamo non devono mai cambiare. Sono una base incrollabile che ha resistito alla prova del tempo e non può essere facilmente spostata», ha detto Wray salutando i dipendenti che lo hanno a lungo applaudito.

I repubblicani, tradizionalmente il partito della legge e dell’ordine, con Trump hanno accusato l’Fbi di prendere di agire con finalità politiche contro la destra: «Un rilievo davvero bizzarro - aveva commentato Wray - considerando il mio background personale».

Il punto di rottura tra Trump e Wray risale all’agosto del 2022, quando una squadra di agenti dell’Fbi condusse una perquisizione senza precedenti - autorizzata dal dipartimento di Giustizia e da un giudice federale - nella residenza di Mar-a-Lago, alla ricerca di documenti top secret sottratti dall’allora ex presidente al momento di lasciare la Casa Bianca.

«Non so proprio - ha dichiarato Trump - cosa gli sia successo. Ora ripristineremo lo Stato di diritto per tutti gli americani. Sotto la guida di Christopher Wray, l’Fbi ha fatto irruzione illegalmente a casa mia, senza motivo, ha lavorato per mettermi sotto accusa e incriminarmi illegalmente e ha fatto di tutto per interferire con il successo e il futuro dell’America».

Trump indica l’ex fidanzata del figlio come ambasciatrice in Grecia

Donald Trump ha nominato Kimberly Guilfoyle - ex volto di Fox News ed ex fidanzata del figlio Donald Trump jr - ambasciatrice in Grecia. «Da molti anni Kimberly è stata un’amica e un’alleata, la sua vasta esperienza e leadership nel campo giuridico, dei media e della politico insieme alla sua acuta intelligenza la rendono enormemente qualificata a rappresentare gli Stati Uniti e tutelare i suoi interessi all’estero», ha affermato il presidente eletto.

Guilfoyle - famosa per i suoi appassionati interventi alle convention repubblicane che hanno incoronato Trump - si era fidanzata con il figlio di Trump nel 2018 dopo il suo divorzio da Vanessa Trump. Ora i due si sono lasciati e Donald Jr è legato a Bettina Anderson.

La futura ambasciatrice, che dovrà affrontare l’audizione di conferma al Senato, è stata in passato procuratrice a San Francisco, quando era sposata con il sindaco Gavin Newsom, ora governatore democratico e uno dei principali oppositori di Trump. La sua non è la prima nomina diplomatica di famiglia per il tycoon: il suocero della figlia Ivanka, Charles Kushner, immobiliarista che è stato in prigione per reati fiscali ed altre accuse ed è stato graziato durante il primo mandato Trump, è stato scelto come ambasciatore in Francia; e l’uomo d’affari di origine libanese, Massad Boulos, suocero dell’altra figlia Tiffany, è stato indicato come consigliere per il Medio Oriente.

Tilman Fertitta, dagli Houston Rockets all’ambasciata a Roma

Secondo i media americani Trump nominerà come nuovo ambasciatore in Italia Tilman Joseph Fertitta, il proprietario della squadra di basket degli Houston Rockets.

Fertitta, 67 anni, non ha mai ricoperto una carica politica in precedenza, ma è stato tra i grandi finanziatori della campagna di Trump, dopo avere finanziato, nelle varie elezioni, anche i Clinton, i Bush, e perfino Joe Biden.

Nel 2023 Forbes valutava la sua fortuna in 8,4 miliardi di dollari. Originario di Galveston, in Texas, ha origini siciliane: suo padre Vic era proprietario di un ristorante di pesce e dopo la scuola Fertitta dava una mano a sgusciare i gamberetti. La sua fortuna si è formata tra hotel, ristoranti, casinò e parchi di divertimento. È stato anche una star tv in un reality sulla Cnbc. Nel 2017 ha acquistato i Rockets, squadra Nba di Houston, per 2,2 miliardi di dollari.

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