Verso il Midterm

Usa, El-Sayed vince le primarie democratiche in Michigan

Medico, progressista, musulmano e pro Pal, ha battuto la candidata del partito. Vuole la sanità per tutti e accusa Israele di «genocidio»

dal nostro inviato a New York Luca Veronese

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Il progressista Abdul El-Sayed, candidato democratico per il Senato in Michigan EPA

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Abdul El-Sayed ha vinto le primarie dei democratici in Michigan. Sarà lui - 41 anni, progressista, figlio di immigrati egiziani, musulmano e ProPal - a sfidare il repubblicano Mike Rogers, in uno Stato chiave per le speranze dei democratici di conquistare la maggioranza al Senato nelle elezioni di Midterm a novembre. Nelle primarie ha sconfitto la deputata Haley Stevens, candidata moderata sostenuta dai vertici del partito e dai gruppi pro-Israele: di poco con il 48,5% dei voti contro il 47,5%.

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La vittoria di El-Sayed rappresenta quindi un ulteriore segnale dell’ascesa dell’ala progressista tra i democratici, dopo l’affermazione di Zohran Mamdani come sindaco di New Yorik e il successo di altri esponenti di sinistra nelle primarie di altri Stati. Ma non cancella le perplessità sulla capacità dei candidati di sinistra di contrastare il potere della destra populista capeggiata da Donald Trump. Per essere in grado di sfidare i repubblicani in uno Stato cruciale come il Michigan, El-Sayed ora dovrà cercare di ricompattare la base democratica dopo una campagna per le primarie durissima e lacerante. Un segnale di distensione è arrivato subito dalla candidata sconfitta: «Desidero congratularmi con Abdul El-Sayed per aver ottenuto la nomination democratica al Senato degli Stati Uniti. È un medico, un responsabile della sanità pubblica, un Rhodes Scholar e un cittadino del Michigan profondamente impegnato. Sono orgogliosa di offrirgli il mio sostegno mentre si prepara ad affrontare Mike Rogers nelle elezioni generali», ha scritto Stevens.

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Ex funzionario della Sanità di Detroit, El-Sayed è stato sostenuto apertamente da leader progressisti come il senatore Bernie Sanders e la deputata Alexandria Ocasio-Cortez, e si è mosso su posizioni vicine ai Socialisti progressisti e anti-establishment.

Il suo programma si è concentrato sulla riforma del sistema sanitario, con Medicare for All, cioè l’assistenza sanitaria universale. Ma ha insistito molto anche sui temi economici: proponendo misure per sostenere le famiglie più in difficoltà e tasse più alte sui redditi e il patrimonio delle fasce della popolazione più ricche.

Mentre gli Stati Uniti di Trump sono in guerra contro l’Iran e hanno appoggiato Israele nella campagna che ha portato devastazione e morte a Gaza, El-Sayed ha detto apertamente - e a volte con affermazioni estreme - di volere la fine degli aiuti militari incondizionati a Israele.

El-Sayed è stato il primo progressista a vincere primarie a livello statale in uno Stato conquistato dal presidente Donald Trump nel 2024. E se riuscisse a battere i repubblicani nelle elezioni di Midterm diventerebbe il primo senatore musulmano nella storia degli Stati Uniti.

Ha conquistato i voti e la candidatura in uno Stato come il Michigan, dove sono presenti comunità musulmane e arabo-americane tra le più grandi degli Stati Uniti, nelle quali è radicata una forte ostilità nei confronti di Israele.

Donald Trump non ha perso tempo per attaccare El-Sayed e i democratici progressisti dopo avere attaccato «il voto corrotto del Michigan»: «Ottime notizie per il partito repubblicano. El-Sayed, uno sfigato comunista che odia gli ebrei e Israele, è dato per vincitore nella sfida contro la socialista. Ora - ha affermato con disprezzo Trump - le folli politiche dei Dem non faranno che peggiorare!».

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