Urologia: stop alle urgenze, servono prevenzione e diagnosi precoce
Il progresso di tecniche diagnostiche, chirurgia robotica e terapie farmacologiche garantisce standard di cura elevati e ridotta morbilità
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La trasformazione demografica in atto e il progressivo invecchiamento della popolazione impongono una revisione profonda delle strategie di tutela della salute pubblica. La sfida clinica e programmatoria del nostro tempo non risiede nell’estensione cronologica dell’esistenza, bensì nel mantenimento dell’integrità funzionale, dell’autonomia e della qualità della vita nelle età avanzate. In questo quadro, la salute uro-andrologica si colloca al centro dei determinanti biologici e sociali che definiscono lo stato di benessere dell’individuo e la sostenibilità futura dei sistemi sanitari.
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Squilibri nell’accesso alla prevenzione
Nonostante l’impatto epidemiologico delle patologie urologiche, sia oncologiche sia benigne e degenerative, persiste nel nostro Paese uno squilibrio strutturale nell’accesso alla prevenzione primaria e secondaria tra la popolazione femminile e quella maschile. Mentre per la donna l’inquadramento specialistico rappresenta un passaggio consolidato nei percorsi di vita, l’uomo tende a differire il contatto con l’urologo fino alla comparsa di sintomi clinici conclamati. Tale ritardo diagnostico può compromettere l’efficacia delle opzioni terapeutiche e ridurre la possibilità di ricorrere ad approcci d’intervento a minore impatto funzionale.
In occasione della sesta Giornata Nazionale dell’Urologia, la Società Italiana di Urologia intende promuovere il superamento di una medicina reattiva, che interviene solo in condizioni di urgenza, a favore di una cultura della prevenzione e della diagnosi precoce. La valutazione urologica non deve essere intesa come intervento riparativo, ma come atto preventivo da pianificare in assenza di sintomi. Nell’ambito dell’oncologia prostatica, ad esempio, occorre chiarire che la conoscenza del proprio rischio non può esaurirsi nel dosaggio isolato dell’antigene prostatico specifico (PSA), marcatore organo-specifico ma non specifico per il tumore. La corretta stratificazione del rischio richiede un’integrazione specialistica che valuti anamnesi personale e familiare, esame clinico e, quando indicato, ulteriori approfondimenti diagnostici, al fine di definire i controlli necessari ed evitare sia ritardi diagnostici sia fenomeni di sovradiagnosi.
Gli indicatori sensibili
Al contempo, l’apparato urogenitale costituisce un indicatore sensibile dello stato di salute sistemico. Alterazioni del getto minzionale, urgenza, difficoltà alla minzione o manifestazioni quali la nicturia non rappresentano il fisiologico e ineluttabile tributo all’avanzare dell’età, ma segnali di alterazioni funzionali meritevoli di inquadramento: la minzione notturna frequente, in particolare, disturba il sonno e può costituire una spia di problematiche non solo prostatiche, ma anche cardiovascolari e metaboliche. Allo stesso modo, la salute sessuale e la fertilità rappresentano componenti integranti del benessere maschile: la comparsa o il peggioramento dei disturbi dell’erezione possono rappresentare l’espressione di una vasculopatia o di un disordine metabolico anche subclinici, da non sottovalutare, così come la valutazione della fertilità di coppia richiede un inquadramento tempestivo di entrambi i partner.
Stili di vita corretti
La prevenzione si attua altresì attraverso stili di vita corretti, a partire dall’astensione dal fumo di sigaretta (principale fattore di rischio per il carcinoma della vescica), nonché attraverso l’identificazione e il controllo dei fattori di rischio modificabili e ambientali. L’adesione al modello della dieta mediterranea e una regolare e adeguata idratazione (avendo cura di ridurre l’introito di liquidi nelle ore serali per preservare la qualità del sonno) contribuiscono a proteggere i reni e le vie urinarie; allo stesso tempo, occorre porre particolare attenzione alla protezione dalle esposizioni professionali a sostanze chimiche, quali vernici, solventi, pesticidi e ammine aromatiche, nonché a fonti di calore, note per il loro impatto negativo sulla salute riproduttiva e, in alcuni casi, sul rischio oncologico. Risulta inoltre fondamentale promuovere l’autoesame dei genitali e il ricorso tempestivo allo specialista di fronte a qualsiasi lesione o alterazione persistente, così come monitorare la polifarmacoterapia tipica dell’età avanzata, data l’interferenza di alcuni farmaci sulla minzione, sulla funzione erettile e sulla funzionalità renale.







