Proposte di legge

Urbanistica, la proposta di Forza Italia per regole più trasparenti

L’8 agosto il senatore Roberto Rosso (Forza Italia) ha depositato una proposta aggiornata del nuovo testo unificato di Ddl in materia di rigenerazione urbana, che contiene, tra le altre cose, la ripresa delle indicazioni europee e l’obiettivo di “zero consumo di suolo” e norme più chiare nel rapporto con i privati

di Paola Pierotti

L'aula di Palazzo Madama (Ansa)

6' di lettura

6' di lettura

Estate caldissima per le città e per la loro trasformazione, per il dibattito aperto a scala nazionale in conseguenza del presunto Milano-gate, che se si è affievolito con la revoca degli arresti, conferma un’attenzione altissima su come le città possano essere eque, inclusive, sostenibili, appetibili, integrando regia pubblica e apporto dei privati, scommettendo su un futuro che non lasci indietro nessuno, e che al contempo attragga capitali, energie, progetti e idee.

I passaggi chiave

L’8 agosto il senatore Roberto Rosso (Forza Italia) ha depositato una proposta aggiornata del nuovo testo unificato di Ddl in materia di rigenerazione urbana in commissione Ambiente del Senato. E alla ripresa dei lavori parlamentari dopo la pausa estiva, si passerà alla fase degli emendamenti con l’obiettivo di concludere l’esame in tempo per l’approdo in Aula del Ddl dal 16 dicembre, come già previsto dal calendario dell’Assemblea. Si tratta del secondo testo base formalizzato dal relatore dopo che sul primo (che a sua volta parte da otto disegni di legge depositati da diversi gruppi sia di maggioranza che di opposizione) erano stati presentati oltre 500 emendamenti.

Loading...

Una nuova release, frutto di una rielaborazione messa a punto anche in collaborazione con il Mit, e che già fa tesoro di una serie di emendamenti arrivati sulla precedente versione, sia di maggioranza che di opposizione.

Sostenibilità

Con le finalità e gli obiettivi esplicitati nel primo articolo ci si allinea alle indicazioni europee che prevedono tra l’altro l’azzeramento del consumo di suolo netto entro il 2050. Sul come fare, il testo elenca un’azione per ogni lettera dell’alfabeto, dalla a alla z. Parole chiave? Il superamento dello zoning tradizionale con approcci più flessibili, l’economia circolare (con riferimento all’uso del legno, a interventi di bonifica, alla riorganizzazione del ciclo di rifiuti), la manutenzione urbana e la sostituzione edilizia, il contenimento delle isole di calore e la mitigazione degli effetti dei cambiamenti climatici nelle città. Entro l’anno, intanto, in termini di efficienza, dovrà anche arrivare la versione italiana del primo schema di piano attuativo per il recepimento della direttiva Ue “EPBD” (Energy Performance of Buildings Directive), meglio nota come direttiva “case green”.

Nel testo presentato da Rosso puntuale il passaggio sul «privilegiare interventi di densificazione urbana e di compensazione urbanistica per il miglioramento dei servizi pubblici, anche allo scopo di perseguire il “saldo zero” del consumo di suolo o delle emissioni climalteranti» (comma e). Tra gli altri obiettivi l’adozione di tecnologie digitali e sistemi passivi e progettazione bioclimatica, il miglioramento della qualità della vita in centri storici e periferie, attenzione alla cosiddetta progettazione universale e alle categorie fragili, il potenziamento dei servizi pubblici per ridurre le disuguaglianze. Tra i temi quello della «tutela dei centri storici nelle peculiarità identitarie, culturali e paesaggistiche, dalle distorsioni causate dalla pressione turistica e dai fenomeni dell’abbandono, incentivando le funzioni residenziali e i servizi connessi, attraverso interventi di rigenerazione edilizia di qualità, sia favorendo, quando opportuno, il trasferimento all’esterno degli stessi delle grandi sedi direzionali pubbliche e private, sia valorizzando le caratteristiche commerciali specifiche, sia favorendo la presenza equilibrata delle funzioni connesse all’ospitalità» (comma l).

Mentre decolla un’altra iniziativa parlamentare, con un Ddl specifico per la qualità dell’architettura, il cui primo firmatario è Nicola Irto (Partito Democratico) approdato in Commissione Cultura a Palazzo Madama, anche nel testo sulla rigenerazione urbana di Rosso non manca il riferimento alla qualità del progetto: serve «promuovere e favorire la qualità architettonica degli edifici o complessi di edifici quale strumento per il miglioramento della qualità della vita e del benessere delle comunità e che include sia la qualità degli spazi edificati in termini di espressione artistica e di identità culturale, prevenzione del rischio sismico, del miglioramento dell’efficienza e della sostenibilità energetico-ambientale e dell’accessibilità sia la relazione tra arte del costruire e la comunità stessa» (comma n). E sulla qualità della progettazione il testo contiene un articolo dedicato, articolo 7, anche con un passaggio specifico sull’impiego di fondi «per la predisposizione dei concorsi di progettazione», caro alla community degli architetti, a cui si aggiungono «progetti di fattibilità tecnica ed economica e per i progetti esecutivi» di interesse per l’intera galassia del mondo delle professioni tecniche.

Residenzialità accessibile

Tra le altre priorità quella legata all’abitare. Con l’obiettivo di «favorire la realizzazione di interventi di edilizia residenziale sociale allo scopo di soddisfare la domanda abitativa debole, il fabbisogno strutturale di alloggi in affitto a un costo sostenibile e la coesione sociale, anche mediante la promozione dei “patti territoriali” e dei “contratti di quartiere” secondo processi partecipativi allo scopo di far emergere i bisogni e le priorità in ambito locale, di prevenire il disagio sociale e di contrastare ogni forma di criminalità, nonché mediante la valorizzazione dell’attività svolta dalle aziende, comunque denominate, a cui è assegnata la gestione degli immobili di edilizia residenziale pubblica, potenziandone le risorse economiche in modo da renderle autonome nella gestione ed in grado di offrire tutti i servizi necessari ad una vera e propria inclusione sociale» (comma q).

Privati e iter autorizzativi

Un testo sulla rigenerazione urbana che parla alla platea del real estate enunciando tra gli obiettivi quanto sia fondamentale «attrarre gli investimenti privati orientati agli obiettivi pubblici della rigenerazione urbana, anche promuovendo nuove forme di finanziamento, con eventuale coinvolgimento di istituzioni finanziarie pubbliche a fini di garanzia, e permettendo ai soggetti rappresentanti settori economici, amministrativi e sociali di puntare ad una collaborazione comune con quelli privati» (comma v). Nel capitolo dedicato alla governance, si richiama anche l’interesse a «favorire l’apporto e la partecipazione di soggetti investitori privati nazionali ed esteri, anche del Terzo settore, per i processi di progettazione, coprogettazione e realizzazione degli interventi di rigenerazione urbana» (articolo 3, comma g).

In relazione al dibattito corrente alcuni temi puntuali come quello che si riferisce all’ipotesi che «in base alla specificità del territorio e della legislazione regionale in materia di urbanistica, si possano individuare incentivi e semplificazioni ulteriori rispetto a quelli stabiliti dalla presente legge per favorire gli interventi di rigenerazione pubblica e privata ai fini dell’attuazione della presente legge». Tra questi «la commisurazione degli oneri di urbanizzazione al volume o alla superficie eccedente quella originaria. In caso di mutamento di destinazione d’uso che comporti aumento del carico urbanistico, si provvede al pagamento della differenza fra gli oneri già corrisposti e quelli dovuti per la nuova destinazione».

Tra le indicazioni per gli interventi diretti privati l’indicazione che «possono essere presentati da promotori privati anche in assenza della programmazione comunale, ferma restando la conformità alla disciplina edilizia e urbanistica vigente. I predetti interventi sono realizzabili, qualora ne ricorrano i presupposti, previo rilascio del permesso di costruire convenzionato previsto dall’articolo 28-bis del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, e dalle eventuali disposizioni regionali in materia, sulla base di un progetto unitario esteso all’intero ambito».

Il testo dettaglia gli strumenti per l’attuazione della rigenerazione urbana, con un programma nazionale e il programma comunale, dà indicazioni puntuali per l’utilizzo del patrimonio esistente per il conseguimento di obiettivi di rigenerazione urbana, disciplina gli interventi diretti privati, enfatizza il ruolo della partecipazione della comunità locale e dettaglia la destinazione dei proventi dei titoli abilitativi. Entra nel merito delle semplificazioni e degli incentivi economici e fiscali. Si dettagliano le relazioni tra Mit, Regioni e Comuni. E nelle 20 pagine di testo richiama temi puntuali come la dichiarazione di pubblica utilità per gli interventi, la possibilità di monetizzazione degli standard urbanistici, gli strumenti per risolvere opere pubbliche incompiute, la promozione di consorzi di piccoli proprietari per agevolare la rigenerazione privata.

Risorse

Bisogna fare presto per ridefinire un quadro normativo che detti nuove linee dopo la legge urbanistica del 1942 e del testo unico dell’edilizia del 2021: servono regole ma anche risorse e nell’articolo 11 si esplicitano i dettagli del “Fondo nazionale per la rigenerazione urbana” con una spesa di 3,4 miliardi da erogare dal 2026 al 2037, “istituito nello stato di previsione del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, con una dotazione pari 100 milioni di euro per il 2026 e 300 milioni di euro annui per ciascuno degli anni dal 2027 e al 2037”, da spendere per redazione di studi di progettazione e di fattibilità urbanistica ed economico-finanziaria di interventi di rigenerazione urbana; per la progettazione delle opere e dei servizi pubblici o di interesse pubblico; per la ristrutturazione del patrimonio immobiliare pubblico; come oneri per il trasferimento temporaneo delle unità abitative e dei nuclei familiari coinvolti nel programma secondo modalità socialmente sostenibili; per lo svolgimento efficace delle procedure partecipative; per gli interventi finalizzati alla realizzazione delle aree verdi e, più in generale, per misure di adattamento e mitigazione dei cambiamenti climatici; per la demolizione delle opere incongrue, per le quali il Comune, a seguito di proposta dei proprietari, abbia accertato l’interesse pubblico e prioritario alla demolizione; per il reclutamento di figure professionali a tempo determinato destinate ai Comuni per gli adempimenti previsti dalla presente legge nei primi tre anni a decorrere dalla data della sua entrata in vigore, nonché spese per interventi di assistenza tecnica.

Riproduzione riservata ©
Loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter RealEstate+

La newsletter premium dedicata al mondo del mercato immobiliare con inchieste esclusive, notizie, analisi ed approfondimenti

Abbonati