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Una nuova Scienza della città parte da Matera con il Gemello digitale urbano, copia virtuale della città e dei suoi tanti sistemi che integra nuovi modelli di pianificazione urbana attraverso sistemi digitali, tecniche predittive e attività partecipative. Un esperimento di Urban Intelligence del Cnr con un progetto strategico che punta sulle nuove tecnologie digitali per costruire una governance urbana in linea con gli obiettivi di sostenibilità. «L’innovazione metodologica – spiega Giordana Castelli, responsabile del progetto “Urban Intelligence” del Cnr – è uno dei maggiori valori aggiunti del Gemello digitale di Matera che integra la componente umana con altri metodi di conoscenza della città e costruisce policy integrate multi attore. In questo modo il Gemello Digitale è anche un Gemello “Umano” che rafforza l’integrazione tra le parti sociali e tecnologiche attraverso interazioni continue».
La città dei Sassi torna a essere città laboratorio di politiche di co-creazione, di innovazione del governo locale e regionale e di Ict applicando il binomio digital-human in cui lo sviluppo tecnologico e i processi partecipativi vanno di pari passo.
E proprio da Matera, primo caso studio sul Gemello digitale urbano, ha mosso i primi passi su scala nazionale, il nuovo centro interdipartimentale del Cnr “Scienza della città”, come luogo di ricerca e confronto tra soggetti pubblici e privati, enti di ricerca, università e enti locali.
A Matera circa 70 ricercatori di diversi dipartimenti e istituti impegnati nel progetto multidisciplinare sul Gemello digitale urbano condotto dal Cnr-Diitet (Dipartimento di Ingegneria, Ict e Tecnologie per l’energia e i trasporti) nell’ambito della Casa delle tecnologie emergenti (Cte) di Matera, finanziata dal Mimit al Comune di Matera per 15 milioni, che coinvolge anche Università degli Studi della Basilicata e Politecnico di Bari. «Oltre alle tecnologie, per costruire processi di governance urbana – dice ancora Castelli – è necessario che la comunità venga coinvolta, diventando essa stessa un ulteriore elemento di arricchimento del data lake, un grande bacino di dati, che nutre simulatori e modelli predittivi. Un gemello digitale che sarà reso intelligente considerando anche sensibilità, partecipazione e condivisione con le persone che vivono lo spazio fisico».
Un unicum messo a punto dal Cnr che va oltre l’approccio tradizionale dei Digital Twin, con il coinvolgimento anche dei giovani, essenziali nel fornire nuovi spunti di conoscenza, modi di vivere e uso degli spazi, e con la sperimentazione della piattaforma Ppgis (Public Participation GIS, sistemi di informazione geografica di partecipazione pubblica). Il questionario “Teen Maps Matera: mappiamo la città dei giovani” distribuito a circa 4.000 studenti delle scuole superiori, con più di 2.500 compilazioni, circa 3.000 luoghi mappati e altrettanti percorsi inseriti ha permesso di individuare luoghi, connessioni e prospettive facendo emergere abitudini, sistemi di relazioni, servizi e carenze per la fruizione dei luoghi. Considerazioni e proposte sulla città, inserite su una mappa reale e interattiva, che vanno a implementare il GdU evidenziando anche possibili scenari.

