Outdoor

Unopiù verso i 21 milioni, con il rilancio punta su verticalità, contract ed estero

L’azienda accelera la trasformazione con un modello multicanale e un focus sull’outdoor di fascia alta, mentre nuove collezioni al Salone del Mobile interpretano l’evoluzione del brand tra heritage e innovazione

di Rossella Savojardo

The Collective . Il tavolo tondo Versilia di Keiji Takeuchi e la sedia Ginger

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In un mercato dell’arredo che premia sempre più la specializzazione e la capacità di presidiare gli spazi esterni, Unopiù accelera sulla strategia di rilancio in una fase di profonda metamorfosi strategica sotto la guida della nuova compagine societaria entrata a fine 2023: un’alleanza di alto profilo tra il colosso Msc, l’ex Cdp Claudio Costamagna e noti imprenditori come i Marzocco e Flavio Briatore. L’azienda di Viterbo, pioniera nell’arredo per esterni, ha archiviato un 2025 solido con un fatturato di 18 milioni di euro (+5,7%), ma guarda già al traguardo dei 21 milioni per il 2026. Il ceo Beniamino Garofalo, non nasconde l’ambizione di superare il target, sostenuto da un piano industriale che punta a raddoppiare i volumi entro il 2028.

Gli obiettivi di espansione

«La previsione di crescita è sostenuta da un primo trimestre che è già andato molto bene, con ordini e fatturati cresciuti del 50%, nonostante la situazione nel Middle East - spiega Garofalo -, dove l’instabilità geopolitica ha frenato lo sviluppo in aree comunque ritenute centrali nel lungo periodo». Sul fronte dell’espansione geografica, Unopiù sta ridisegnando la propria mappa: se fino a poco tempo fa Italia e Francia assorbivano il 90% del turnover, l’obiettivo è ora bilanciare il peso tra mercato domestico ed estero con un rapporto quasi 50-50. La strategia prevede di presidiare il resto d’Europa, con focus anche sull’Est, oltre che gli Stati Uniti.

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Aree monitorate con grande interesse saranno poi il Brasile e l’India, mercati ad altissimo potenziale per l’outdoor una volta superati i limiti doganali. Il perno del rilancio messo in atto è il passaggio da un modello storicamente B2C a una struttura multicanale che integra B2B, flagship diretti e contract (passato da 1 a 6 milioni negli ultimi tre anni). Il focus è sulla fascia premium e upper-premium, con un’attenzione ai comparti dell’ospitalità, della ristorazione, dei beach club e dello yachting, dove la durabilità dei materiali è un requisito essenziale. In vista del cinquantesimo anniversario del brand, che ricorrerà tra due anni, la visione di Garofalo è netta: mantenere il focus sull’outdoor. Pur non escludendo future operazioni di integrazione, per il ceo la strategia deve rimanere la verticalità. L’idea è di creare un marchio globale senza perdere le competenze tecniche.

Le novità al Salone 2026

Al Salone del Mobile, Unopiù arriva con Diario di Viaggio. Curato da Domitilla Dardi, il progetto non si limita a mostrare prototipi, ma presenta nuove collezioni già pronte per il mercato, nate per interpretare l’heritage del brand con il linguaggio corale di cinque designer (The Collective). Non collezioni autonome, ma un’unica narrazione in cui ogni progetto rappresenta una tappa. All’interno dello stesso percorso c’è Igea, la collezione di Matteo Thun e Benedetto Fasciana che rilegge in chiave contemporanea il ferro, completando la visione dell’esterno come una vera stanza in più.

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