Universitari meno preparati all’ingresso, male in comprensione del testo
Durante Orientarsi al futuro 2026 del Cisia presentati i risultati degli ultimi test d’ingresso: punteggi in calo anche in matematica.
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Peggiora la preparazione in ingresso degli universitari italiani. A dirlo sono i risultati dei Tolc 2025 del consorzio Cisia, utilizzati per l’accesso a quasi un corso di laurea triennale su due (1.241, pari al 46,9%). I dati sono stati presentati a Roma, nella sede della Conferenza dei rettori, durante Orientarsi al Futuro 2026.
I risultati principali
Dall’analisi dei test del 2025 - 324.000 prove di accesso a quattro aree di studi (Stem, economico-giuridico-sociale, sanitaria-agro-veterinaria, artistica-letteraria-educazione) in leggera diminuzione rispetto ai 340mila del 2024 - emerge innanzitutto che i punteggi ottenuti ai Tolc sono mediamente in calo rispetto all’ultimo triennio. E se alle cattive performances in matematica ci eravamo quasi abituati, preoccupano le criticità in italiano. Specie nella comprensione del testo, che rispetto ai risultati dell’anno precedente, segna un - 1,2% nei Tolc gli Studi umanistici, -2,2% in quelli di Economia, -1,5% per Ingegneria.
In realtà, la diminuzione è più generale e abbraccia i punteggi di tutte le discipline tranne quelli di accesso ai corsi di Ingegneria, Psicologia e Biologia. Stesso discorso per le scuole di provenienza perché sono gli studenti in uscita dal classico sembrano migliorare mentre quelli dello scientifico restano più o meno sui livelli precedenti.
Il nodo dell’orientamento
Al valore dei test in sé, che rappresentano quasi un prolungamento naturale del check effettuato tra i banchi dai test Invalsi, si aggiunge la loro funzione orientativa. Sottoporsi a un Tolc in anticipo rispetto al momento dell’iscrizione universitaria, magari già al quarto anno delle superiori, consente sia di colmare eventuali lacune sia a prendere una decisione più consapevole. Peccato però, come dimostrano i risultati di un sondaggio su 3.500 studenti effettuato dallo stesso Cisia, che oltre uno studente su tre (il 34,4%) continua a scegliere la facoltà solo dopo la maturità e un altro 36,6% lo fa durante l’ultimo anno di scuola. Peraltro continuando ad ascoltare i consigli di familiari o amici che nel 76,7% dei casi sono ancora gli influencer più ascoltati. Mentre il ruolo dei docenti nella dinamica decisionale rimane marginale, anche se chi insegna materia scientifiche ha ancora un ruolo più significativo rispetto ai colleghi delle discipline umanistiche.
La tavola rotonda
Gli stessi temi sono stati poi approfonditi in una tavola rotonda successiva durante la quale il presidente del Cisia, Giovanni Betta, ha definito «necessario» che vengano fatte «scelte strategiche sul futuro dell’istruzione universitaria» e ha raccolto l’appello lanciato dal presidente del Cun, Paolo Pedone, a mettere in piedi un sistema di Tolc per le lauree magistrali, con una specifica attenzione agli studenti internazionali.
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