Da Milano Cortina allo Utah

Università e Olimpiadi, una partnership che esalta i valori dello sport

Come le università italiane ed “olimpiche” stanno cogliendo le opportunità offerte dal 2026 al 2034, siglati circa 20 accordi

di Francesco Anesi

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Quale è la dimensione universitaria delle Olimpiadi 2026? Il Direttore Legacy di Fondazione Milano-Cortina 2026, Iacopo Mazzetti, ha dichiarato che sono stati siglati circa 20 accordi con università italiane nella conferenza stampa dedicata ai temi dell’eredità e dell’impatto presso il Main Press Centre MiCo a Milano. L’Università Bocconi è stata incaricata di coordinare lo studio di impatto e legacy dei Giochi. I risultati ad oggi sono stati illustrati e commentati da Arram Kim (responsabile di Impatto ed Eredità dei Giochi Olimpici presso il CIO) ed ha evidenziato l’importanza di network come l’Unione Mondiale delle Città Olimpiche (network fondato dal CIO e guidato da Grégoire Junod, Sindaco della “Capitale Olimpica” Losanna, sede del CIO e di oltre 60 Federazioni ed Organizzazioni Sportive Internazionali, per valorizzare ed amplificare l’impatto e l’eredità delle Olimpiadi) o di una metodologia di analisi dell’impatto condivisa come quella creata da CIO/OECD che è stata utilizzata dall’Università di Limonges per calcolare l’impatto delle Olimpiadi Estive di Parigi 2024, che sarà utilizzata dalla Bocconi per le Olimpiadi Italiane 2026 e metodologia che è obbligatoria per i futuri Giochi.

«Lo sport è un laboratorio straordinario di innovazione: misura le performance, valorizza il talento, premia il merito e richiede capacità di adattamento continuo. Sono gli stessi principi che guidano un’università come la Bocconi. Nel dialogo tra sport, ricerca e formazione si sviluppano competenze fondamentali – leadership, lavoro di squadra, resilienza, cultura del dato – che preparano le nuove generazioni ad affrontare sfide complesse. Per questo crediamo in un ecosistema in cui sport e università non siano mondi separati, ma parti integranti di un unico progetto di crescita, individuale e collettiva», ha dichiarato Francesco Billari, Rettore all’Università Bocconi, a margine dell’incontro “Il ruolo dell’università nello sport e nell’educazione”, tenutosi proprio presso l’università milanese – dove Billari ha dialogato con Taylor R. Randall Presidente di Utah University (le Olimpiadi 2034 si terranno infatti a Salt Lake City nello Utah) e Dino Ruta (Professor of Practice di Leadership, Sports & Events Business presso SDA Bocconi School of Management; ed autore di un recente libro intitolato “Colori Olimpici: lo Sport ed i Giochi come scintilla di benessere e sviluppo”).

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«Ho citato la cultura del dato e su questo voglio sottolineare un altro aspetto: i dati sono uno strumento fondamentale per comprendere e guidare l’impatto dello sport sul territorio e sulle persone - ha aggiunto Billari -. Misurare significa assumersi la responsabilità delle scelte: valutare gli effetti economici e sociali di un grande evento, analizzare i benefici in termini di inclusione, salute e coesione, capire come lo sport possa generare opportunità e sviluppo sostenibile. Aspetti che la Bocconi, in occasione dei Giochi Olimpici e Paralimpici di Milano Cortina 2026 ha anche condensato nell’iniziativa sPark of Change, per analizzare, attraverso una mostra, incontri tematici e momenti di approfondimento, l’enorme valore trasformativo dello sport, quella ‘scintilla’ capace di attivare il motore dell’innovazione»

Il tentativo di articolare una visione su sport/innovazione/università era stato fatto dall’Universiade Invernale Trentino 2013 ed in particolare dall’Università di Trento, guidata da Paolo Bouquet (Delegato del Rettore allo Sport con delega speciale alle Olimpiadi Invernali 2026 presso l’Università degli Studi di Trento) – in prima linea fin dall’Universiade Invernale Trentino 2013, che fu identificata del Consiglio dei Ministri per lo Sport dell’Unione Europea come “esempio paradigmatico di integrazione tra sport e innovazione”.

In Italia le Universiadi Trentino 2013 ritrovarono grandi riscontri anche nel CONI (il Presidente CONI Giovanni Malagò portò a Trento una Giunta e nobilitò il legame tra Universiadi ed Olimpiadi), nel MIMIT (allora MISE), nella Farnesina ed in moltissimi attori istituzionali, a partire dal Presidente CRUI Stefano Paleari ma anche nella diplomazia britannica e nel Primo Ministro Irlandese John Bruton che scrisse un messaggio per gli ICT Days dell’Università di Trento.

Questo sforzo, continuato nel tempo con la creazione di un acceleratore di startup sportive con Trentino Sviluppo e HYPE; portò all’organizzazione a Trento del “Primo Hackathon del Calcio Italiano: Maratona di Innovazione della FIGC”, che vinse il “Premio UEFA per Innovazione e Creatività”; ai convegni annuali della IEEE, autorevole network internazionale legato a tecnologi, ingegneri e non solo, dedicati alle tecnologie sportive ed alla ricerca applicata allo sport; ed ora porterà il 20 Marzo in Trentino (ed a Baselga di Pinè, sede di gara per pattinaggio e hockey per i Giochi Olimpici Giovanili 2028) un convegno dell’Università di Trento dedicato a finanza, partenariato pubblico-privato ed impact investing, che mira alla creazione di una rete delle università di montagna che guardano all’economia dello sport ed alla sostenibilità sociale ed economica come vettore di crescita sistemica. A dimostrazione che sono le persone, le Comunità, le Città ed i Territori a rendere grande un Olimpiade e le Università hanno un ruolo strategico da qui e da oggi/2026 fino almeno al 2034 (in tutte le Olimpiadi assegnate ad oggi).

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