Università, Confprofessioni: libera professione attrae sempre meno laureati
Tra il 2010 e il 2019 i giovani che hanno ottenuto l'abilitazione per la libera professione è passato da 59.865 a 49.843, con un crollo di oltre il 16%
di Redazione Scuola
1' di lettura
1' di lettura
Secondo i dati Istat elaborati dall'Osservatorio delle libere professioni - coordinato dal professor Paolo Feltrin - negli ultimi anni in Italia si è passati dai 172mila laureati del 2001 ai 345mila del 2020: una variazione del +101%. A crescere, di conseguenza, è anche il numero di lavoratori in possesso della laurea. La crescita occupazionale dei laureati si è tradotta in un aumento molto sostenuto del lavoro dipendente (+34,3%, pari a oltre 1 milione di posti di lavoro in più in 8 anni), ma anche in un incremento deciso del lavoro indipendente (+24,1%, pari a circa 275mila unità di lavoro aggiuntive).
Disciline più gettonate
Le discipline più gettonate sono scienze motorie, informatica e tecnologie ict e ingegneria industriale, mentre crollano architettura, ingegneria civile e giurisprudenza. «Si tratta di un chiaro indice della trasformazione in corso in quest'universo occupazionale, interessato nel suo complesso da un calo occupazionale e al contempo da uno sviluppo delle skill e del livello di istruzione», commenta Paolo Feltrin. Se da un lato sale il numero di laureati, la libera professione attrae però sempre meno giovani. Secondo i dati elaborati dall'Osservatorio di Confprofessioni, tra il 2010 e il 2019 i giovani che hanno ottenuto l'abilitazione per la libera professione è passato da 59.865 a 49.843, con un crollo di oltre il 16%. Una battuta d'arresto che coinvolge in particolare le professioni tecniche, ma anche commercialisti, notai e avvocati. E che si accentua ancora nel 2020 dove mancano all'appello circa 3 mila under 35.
Brand connect
Newsletter Scuola+
La newsletter premium dedicata al mondo della scuola con approfondimenti normativi, analisi e guide operative
Abbonati








