A Palazzo Madama

Università, arrivano gli incarichi di «ricerca» e «post-doc»

Ok in commissione al Senato all’emendamento Occhiuto-Cattaneo che sblocca la vicenda dei progetti Ue «Marie Curie» a rischio

di Eugenio Bruno

3' di lettura

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Si sblocca l’impasse sul pre-ruolo universitario. La commissione Istruzione del Senato ha approvato un emendamento al decreto Pnrr Scuola che, da un lato, introduce due nuove figure accanto al contratto di ricerca (incarichi «di ricerca e incarichi «post-doc») e, dall’altro, scongiura il rischio per l’Italia di perdere i progetti “Marie Curie”. Il Dl 45 è atteso da domani nell’aula di Palazzo Madama per il primo via libera parlamentare poi passerà alla Camera in seconda lettura. Il provvedimento va convertito in legge entro il 6 giugno.

Le due nuove figure contrattuali

Come abbiamo anticipato sul Sole 24 Ore nei giorni scorsi l’emendamento Occhiuto-Cattaneo aggiunge due nuovi istituti contrattuali per la gestione della fase che separa il dottorato di ricerca dall’accesso alla carriera accademica come ricercatore o professore associato/ordinario (il pre-ruolo, appunto) accanto al contratto di ricerca che da gennaio ha sostituito il vecchio assegno di ricerca.

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Il primo è rappresentato dagli «incarichi post-doc», che disciplinano lo svolgimento di attività di ricerca, nonché di collaborazione alle attività didattiche e di terza missione, contratti a tempo determinato, finanziati in tutto o in parte con fondi interni, ovvero finanziati da soggetti terzi, sia pubblici che privati, sulla base di specifici accordi o convenzioni.

Il secondo riguarda gli «incarichi di ricerca» finalizzati all’introduzione alla ricerca e all’innovazione sotto la supervisione di un tutor, dei quali possono essere destinatari giovani studiosi che sono in possesso di titolo di laurea magistrale o a ciclo unico da non più di sei anni e di un curriculum idoneo all’assistenza allo svolgimento di attività di ricerca.

La salvaguardia dei Marie Curie

Al tempo stesso la proposta di modifica approvata scongiura il rischio che i vincitori dei progetti Marie Curie perdessero i fondi perché il contratto di ricerca non era contemplato dai bandi. La norma introdotta al Dl 45, infatti, specifica che «non sono compatibili con la frequenza di corsi di laurea, laurea specialistica o magistrale, dottorato di ricerca o specializzazione di area medica, in Italia o all’estero», facendo però «salva la possibilità di dare attuazione a specifici programmi di finanziamento alla ricerca dell’Unione europea nell’ambito delle azioni legate» al programma Marie Sklodowska-Curie (Msca). Offrendo così una sponda alla risoluzione della vicenda. Come evidenzia anche la ministra Anna Maria Bernini: «L’approvazione dell’emendamento Occhiuto/Cattaneo è la risposta che la comunità scientifica attendeva, dopo le forti preoccupazioni per il rischio di esclusione dai progetti europei». Per la titolare del Mur la sua priorità «è stare al fianco di chi ogni giorno fa progredire l’innovazione. Vogliamo moltiplicare le opportunità, non ridurle. Perché il futuro si costruisce investendo nella ricerca e in chi la rende possibile».

La soddisfazione di relatore e rettori

Soddisfatto per il risultato raggiunto è il presidente della commissione Istruzione del Senato (nonché relatore del decreto Pnrr Scuola), il leghista Roberto Marti che al Sole 24 Ore dichiara: «Ho sostenuto con forza questo emendamento, voluto dalla maggioranza ma soprattutto dalla comunità scientifica che ci ha chiesto unanimemente di sanare un vulnus che avrebbe prodotto grandi danni reputazionali ed economici all’Italia. Ora - aggiunge - il Paese avrà due figure contrattuali che recepiscono appieno i principi della carta europea dei ricercatori garantendo insieme tutele e flessibilità».

Positivo è anche il commento della presidente della Conferenza dei rettori, Giovanna Iannantuoni che ricorda: «La Crui e le maggiori istituzioni scientifiche avevano in più occasioni chiesto il superamento dell’impasse generato dall’abolizione degli assegni di ricerca a favore del solo contratto di ricerca. Ora finalmente si va nella giusta direzione, ovvero - conclude Iannantuoni - quella che riconsegna nelle mani dei giovani ricercatori italiani gli strumenti adeguati per partecipare ai progetti internazionali e costruire più agevolmente il loro percorso di carriera».

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