L’alleanza

Università, 18 punti di differenza nelle iscrizioni con genitori laureati o no

Siglato a Pisa siglato l’accordo tra le cinque istituzioni universitarie della rete Merita e l’università Bocconi per ampliare il progetto MeMo

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A un anno dal diploma è iscritto all’università l’84% di chi ha almeno un genitore laureato, contro il 66% di chi proviene da una famiglia in cui nessuno dei genitori ha conseguito una laurea. Un divario di 18 punti percentuali che mostra quanto l’origine familiare continui a incidere sulle opportunità formative e sulle scelte universitarie.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

Per contribuire a ridurre questa distanza, le cinque istituzioni universitarie della rete Merita – Scuola Superiore Sant’Anna, Scuola Normale Superiore, Collegio Superiore dell’Università di Bologna, Scuola Galileiana di Studi Superiori dell’Università di Padova e Scuola Superiore di Studi Avanzati Sapienza Università di Roma – hanno siglato un nuovo accordo con l’Università Bocconi. L’obiettivo è dare continuità e ampliare la portata di MeMo – Merito e Mobilità Sociale, il programma di orientamento rivolto a studenti e studentesse con genitori non laureati.

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L’annuncio

L’accordo è stato ufficializzato durante il convegno per la giornata conclusiva di Merita, che si è svolto giovedì 24 settembre presso la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa. I principi fondanti sono quelli sanciti dall’articolo 34 della Costituzione, secondo cui «i capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi». Mezzi che non sono soltanto economici: informazioni, reti, modelli di riferimento e familiarità con il mondo universitario possono incidere profondamente sulla possibilità di immaginare l’università come una scelta concretamente accessibile.

Per la ministra dell’Università, Anna Maria Bernini, «il vero diritto allo studio significa dare a ciascuno la possibilità di realizzare la versione migliore di sé stessi, a prescindere dalle condizioni economiche di partenza. Oggi non chiudiamo soltanto un progetto che ha coinvolto più di 4.000 studentesse e studenti e ha permesso di costruire una rete capace di rendere la formazione di eccellenza più accessibile. Apriamo una nuova fase di MeMo in cui trasformiamo l’esperienza maturata in un modello stabile e nazionale».

Dal merito alle opportunità

Nel corso del convegno è stato presentato il volume ‘Merito e mobilità sociale. L’orientamento come leva di equità’ (Pacini Editore), a cura della prof.ssa Sabina Nuti e di Sara Barsanti, coordinatrice del progetto Merita.

Il volume ricostruisce e analizza l’esperienza di MeMo, il programma avviato dalla Scuola Superiore Sant’Anna nel 2013 per studenti e studentesse con genitori non laureati. Il modello supera una concezione dell’orientamento limitata alla presentazione dell’offerta formativa: prevede l’intercettazione attraverso le scuole, un accompagnamento prolungato, il tutoraggio tra pari e occasioni immersive di conoscenza della vita universitaria.

I dati richiamati nel libro mostrano che, a un anno dal diploma, il 90,2% di chi ha partecipato al percorso di MeMo si era iscritto all’università e un ulteriore 4,5% era in procinto di farlo. Complessivamente, tra i rispondenti, circa 95 partecipanti su 100 hanno scelto di proseguire gli studi. Inoltre, il 97% ritiene che il programma abbia contribuito alla propria crescita personale e più del 95% valuta positivamente il rapporto con tutor e tutrici.

MeMo diventa una rete: firmata la nuova convenzione

La giornata si è conclusa con la firma della nuova convenzione MeMo, che dà continuità al programma e ne apre una nuova fase. L’accordo punta a consolidare il modello oltre il finanziamento PNRR e ad ampliarne la capacità di intervento, mantenendo i suoi elementi qualificanti: attenzione ai first-generation students, collaborazione con le scuole, accompagnamento nel tempo, tutoraggio tra pari con giovani universitari ed esperienza diretta della vita universitaria.

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