Universal Music e Warner Music, due delle tre major del mercato discografico globale, sono vicine a chiudere «accordi storici» per la concessione di licenze musicali a società operanti nel comparto dell’intelligenza artificiale. Lo rivela il Financial Times che cita fonti vicine alle trattative.
Entro poche settimane, secondo il quotidiano britannico, Universal Music e Warner Music potrebbero così sottoscrivere intese con player che vanno da ElevenLabs a Stability Ai, passando per Suno, Udio e Klay Vision. Altre trattative, secondo la ricostruzione, riguarderebbero poi società tech più tradizionali come Alphabet Google, proprietaria di YouTube, e Spotify. Di possibili deal in questa direzione si parla almeno da prima dell’estate.
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Lo scenario è noto: il crescente utilizzo dell’Ai generativa nell’industria creativa ha scatenato un’ondata di cause legali, con artisti, autori e titolari di diritti vari che accusano le aziende di Ai di utilizzare materiale protetto da copyright senza consenso (e soprattutto compenso) per addestrare i propri modelli di intelligenza artificiale. I vari legislatori rincorrono come possono, mentre non mancano le pressioni da parte delle Big Tech, propense a piegare il quadro legislativo al proprio business. Nonostante i legittimi interessi dei creatori di contenuti.
Secondo le ultime ricostruzioni, le trattative di Universal Music e Warner Music si concentrerebbero sulle modalità con cui le etichette dovranno concedere in licenza le loro canzoni per la creazione di brani generati dall’intelligenza artificiale e per l’addestramento di modelli linguistici di grandi dimensioni.
Le case discografiche stanno cercando di ottenere una struttura di pagamento simile a quella dello streaming, in base alla quale la riproduzione di un brano attiva una specie di «micropagamento» ai vari detentori di diritto.
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Fuori da questa partita Sony Music che a Ft ha rivelato di portare comunque avanti trattative per conto suo con le società di intelligenza artificiale. Nel 2024 le major avevano citato in giudizio Suno e Udio per violazione del copyright. Adesso si cerca un’intesa. La memoria degli errori compiuti ai tempi della guerra di Napster è ancora viva: quando il mondo intorno a te cambia troppo velocemente, non può limitarti a fare battaglie di retroguardia. Tanto vale provare a essere creativi. Con la tecnologia e la finanza.
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