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Unicredit, dall’area il 17% dei ricavi italiani

Qui la banca può contare su oltre 1,1 milioni di clienti, 4.400 dipendenti e 326 sportelli: gli impieghi superano i 16 miliardi, di cui 8,7 al sistema produttivo

di Paolo Paronetto

La stretta relazione della banca con i territori del nostro Paese è storica: da soli hanno generato circa il 46% dell’utile netto di gruppo (in foto, la sede milanese dell’Istituto)

4' di lettura

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Il Nord Est ha fatto la sua parte nell’aiutare UniCredit a chiudere il 2023 con numeri di bilancio record. Nell’area, uno dei poli di storico radicamento dell’istituto di Piazza Gae Aulenti, la banca può contare su oltre 1,1 milioni di clienti, 4.400 dipendenti e 326 sportelli. In base ai dati al 31 dicembre dello scorso anno, gli impieghi sono superiori ai 16 miliardi, di cui 8,7 al sistema produttivo, i depositi oltre i 32,8 miliardi e i total financial asset, che comprendono anche la raccolta gestita e quella amministrata, al di sopra dei 69 miliardi.

«Il Nord Est ha fornito un contributo rilevante nel raggiungimento nel 2023 dei migliori risultati di sempre di UniCredit – ha confermato il regional manager Nordest Francesco Iannella -: basti pensare che in quest’area è stato generato il 17% dei ricavi ottenuti l’anno scorso dalla banca in Italia, grazie alla fiducia di oltre un milione e 100mila clienti in Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige». «I risultati – ha aggiunto - sono al tempo stesso un riconoscimento e uno stimolo per supportare al meglio la crescita di un territorio che rappresenta, pur in un contesto economico e geopolitico complesso e in continua evoluzione, la proiezione più avanzata del Made in Italy sui mercati globali e un laboratorio in cui spesso si concretizzano dinamiche socio-economiche in anticipo rispetto a quanto avviene nel panorama nazionale».

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In Italia UniCredit nel 2023 ha ottenuto un utile netto di 3,9 miliardi, in crescita del 30% rispetto al 2022. I ricavi sono aumentati del 19,4% a 10,9 miliardi, con margine di interesse a 6,3 miliardi (+49,6%) e commissioni a 4,1 miliardi (-6%).

Complessivamente, il bilancio consolidato si è chiuso con un utile netto contabile di 9,5 miliardi, in aumento del 47,2% rispetto al 2022. L’utile netto «aggiustato per gli impatti derivanti da Dta da perdite fiscali riportate a nuovo e da eventuali poste una tantum relative a elementi strategici» è cresciuto di oltre il 50% a 8,6 miliardi. I ricavi sono aumentati del 17,3% a 23,8 miliardi, con interessi netti a 14 miliardi (+31,3%) e commissioni a 7,46 miliardi (-2,1%). I costi operativi sono scesi dello 0,8% a 9,47 miliardi per un rapporto cost/income diminuito al 39,7%.

Buone notizie sono arrivate anche per i soci: UniCredit ha infatti alzato la remunerazione degli azionisti e distribuirà il 100% dell’utile netto 2023 con 3 miliardi di cedola cash e 5,6 miliardi di buyback. Nell’anno solare 2024 il gruppo pagherà ai soci circa 10 miliardi, di cui 7,2 residui sul 2023 e circa 3 miliardi con il nuovo acconto sul dividendo relativo all’esercizio in corso.

La banca ha inoltre annunciato l’introduzione nella distribuzione ordinaria di un payout di almeno il 90% dell’utile netto con la parte in contanti che aumenterà al 40% rispetto al 35% pagato sul 2023.

«Dal 2021 abbiamo restituito 17,6 miliardi ai nostri azionisti – ha rivendicato l’a.d. Andrea Orcel -. Abbiamo costruito delle solide fondamenta e mentre entriamo nella prossima fase della crescita di UniCredit, so che continueremo ad evolverci e a raggiungere l’eccellenza per tutti i nostri stakeholder».

Le decisioni della banca sono state salutate con favore dalla Fondazione Cariverona, socio storico e capofila delle realtà del Nord Est nel capitale dell’istituto con una quota superiore all’uno per cento. L’ente scaligero «ha registrato con soddisfazione l’approvazione del consuntivo 2023 di UniCredit da parte del consiglio di amministrazione presieduto da Pier Carlo Padoan – ha commentato il presidente Alessandro Mazzucco -. Le linee portanti del bilancio confermano la solidità e la competitività del gruppo guidato da Orcel, la cui azione manageriale è stata costantemente sostenuta da Cariverona». «Il rilancio di UniCredit – ha aggiunto - ha consentito il ritorno a una remunerazione congrua per gli azionisti e a una valorizzazione importante del titolo sul mercato». Proprio a valle della pubblicazione dei risultati, infatti, la Borsa ha messo le ali al titolo, per una capitalizzazione tornata sopra la soglia dei 50 miliardi per la prima volta dal fallimento di Lehman Brothers nel 2008.

La stretta relazione della banca con i territori del nostro Paese (che da soli hanno generato circa il 46% dell’utile netto di gruppo) è stata poi confermata nei giorni immediatamente successivi alla presentazione dei conti dal lancio della terza edizione del piano «UniCredit per l’Italia», un’iniziativa che si affianca all’attività commerciale ordinaria per destinare credito, anche agevolato, a target specifici di clientela. Dopo gli 8 miliardi stanziati nel 2022 per affrontare i rincari di energia e materie prime e i 10 miliardi del 2023 per alimentare i consumi e puntare su specifici settori, l’istituto mette ora sul tavolo altri 10 miliardi destinati a «un pacchetto di soluzioni finanziarie, assicurative e consulenziali finalizzate ad aiutare in modo particolare le piccole e micro imprese italiane a crescere, affrontare la transizione e diventare più competitive». Il 40% delle risorse è destinato al Sud, ma la quota restante di circa 6 miliardi coprirà il resto del territorio nazionale, tra cui il Nord Est, con focus su Pmi, micro imprese e Terzo Settore.

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