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Brasile, rally al test elettorale
All’appuntamento col voto il Paese si presenta forte di un’economia in crescita e forti rialzi per azionario e valuta. E ora?
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(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Mattinata debole per i titoli bancari: gli investitori valutano la prospettiva di tassi di interesse globali meno alti nelle prossime settimane, rispetto a quanto temuto fino a giovedì, cercando di stimare l'impatto negativo sul fronte dei ricavi a fronte di quello positivo sul contesto economico generale. Se tuttavia la Fed appare ancora incerta sulle prossime mosse, in Europa la Bce sembra procedere verso una stretta del costo del denaro già questo mese. Sul FTSE MIB di Piazza Affari le vendite penalizzano Unicredit , Bper Banca , Banco Bpm , Intesa Sanpaolo, Banca Monte Paschi Siena e Mediobanca.
Il settore di casa nostra resta sotto i riflettori anche per gli sviluppi del risiko. Alla vigilia la Bce ha dato l'atteso via libera all'incorporazione di Mediobanca in Mps: il progetto approderà quindi in assemblea il 29 ottobre, quando i soci saranno chiamati a esprimersi anche sulle Ops lanciate da Siena su Banco Bpm e Banca Generali. La prossima settimana (giovedì) si riunisce invece l'assemblea di Intesa per l'ok all'Opas sulla stessa Mps. In base agli attuali valori di Borsa l'offerta di Intesa è premio dell'1,7%, mentre le Ops di Rocca Salimbeni sono rispettivamente a sconto marginale (0,1%) e a premio dell'8%.
Per quanto riguarda invece UniCredit, l'istituto ha fatto sapere che il confronto sul dossier Commerzbank fra l'a.d. Andrea Orcel e il primo ministro dell'Assia, Boris Rhein, è stato «costruttivo» e si è concentrato sul «modo migliore per procedere nella giusta direzione, nell'interesse di tutti gli stakeholder e della Germania». Commerzbank ha inoltre annunciato un nuovo buyback da 1,2 miliardi, che alla luce della prevista cancellazione delle azioni riacquistate avrà anche la conseguenza indiretta di aumentare ulteriormente il peso di UniCredit nell'azionariato. «Il buyback di Commerzbank, pur atteso nel quadro del piano di distribuzione, rafforza meccanicamente la posizione di UniCredit», scrivono gli analisti di Intermonte, calcolando che «la quota di voto di UniCredit potrebbe salire dal 49,65% al 51%, riducendo ulteriormente il peso delle minorities senza nuovi esborsi da parte di UniCredit». Il confronto con Rhein, inoltre, è «un segnale costruttivo, con il focus che sembra progressivamente spostarsi dall'opposizione di principio alle condizioni di un'eventuale integrazione, elemento che consideriamo favorevole per l'evoluzione del dossier».