Una duplice giuria per favorire autonomia e indipendenza
L’imprenditrice Mariacristina Gribaudi, da diversi anni la presidentessa del Comitato di gestione del premio Campiello, spiega come cerca di arrivare alla selezione dei libri migliori
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L’imprenditrice Mariacristina Gribaudi da diversi anni è la presidentessa del Comitato di gestione del premio Campiello, si occupa dell’ideazione e dell’organizzazione e dello sviluppo di tutte le sue attività.
Quali sono i criteri con cui scegliete i membri della giuria dei letterati?
La Giuria dei Letterati rappresenta il cuore del Premio dal punto di vista letterario, e la sua composizione è fondamentale per garantire l’autorevolezza che ci contraddistingue nel panorama dei premi italiani.
Quando selezioniamo i giurati cerchiamo figure di prestigio nel panorama culturale del Paese: critici letterari, docenti universitari, scrittori, giornalisti e cultori della materia che abbiano dimostrato preparazione e sensibilità critica. Sono scelte meditate che facciamo con consapevolezza e a seguito di un confronto interno tra tutte le componenti di governance del Premio, perché sappiamo quanto sia importante unire competenza tecnica e giudizio indipendente.
Il criterio che ci guida è la competenza professionale unita a una rigorosa indipendenza di giudizio, qualità che riteniamo imprescindibile per la reputazione di trasparenza e autonomia che il Premio ritiene essenziali e distintivi. Il compito che affidiamo a questi letterati non è semplice: devono dedicare mesi alla lettura e alla valutazione delle tante opere candidate, un lavoro intenso che richiede dedizione e passione. Al termine di questo percorso, si confrontano in un dibattito pubblico per arrivare alla selezione della cinquina finalista, un momento fondamentale che rende trasparente l’intero processo di selezione.








