Un treno chiamato speranza
“Chi sale in treno” diretto da Valerio Filardo racconta l’ ultimo viaggio da Palermo a Lourdes in modo accorato e corale
di Cesare Balbo
1' di lettura
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Sono tanti i viaggi della speranza che si fanno nella vita, ora per la terra promessa ora per la guarigione cercata, quando si parte e ci si incammina con qualsiasi mezzo pur di arrivare a destinazione.In latino l’atto del mettersi in cammino si dice con due termini, uno più fisico il nostro deambulare e l’altro più spirituale appunto il “camminum” che è quello che avviene quando si prende il treno della speranza per Lourdes.
Docufilm
Il docufilm “Chi sale in treno” diretto da Valerio Filardo racconta l’ ultimo viaggio da Palermo a Lourdes in modo accorato e corale rendendolo un’esperienza di vita. La macchina da presa osserva in silenzio, senza voce narrante, ascoltando la testimonianza diretta dei protagonisti riportata e sussurrata sullo sfondo dello sferragliare veloce del treno. Nella piccola comunità raccolta sul treno si intrecciano tante vite, a cui va incontro Rosella, volontaria instancabile, sempre in movimento tra un vagone e l’altro. Grazie alla macchina da prese anche lo spettatore fa gli stessi incontri, prima con Francesco, un giovane affetto da distrofia muscolare, poi con Francesca, medico scrupoloso, che unisce competenza ed empatia per il malato oppure con il ferroviere Mimmo. Attraverso di loro prende forma un racconto corale che esprime l’impegno di “fare bene il bene”.








