Start

Impara l’arte
Tre articoli in anteprima dalla domenica del Sole24ore presentati da Stefano Salis
Ascoltalo oradi Vera Viola
1' di lettura
1' di lettura
La campagna di produzione del pomodoro è a pieni giri: nelle fabbriche di conserve in questi giorni si lavora con ritmo incessante e in condizioni climatiche pesanti. Quest’anno il problema più grave è rappresentato dalla bolletta energetica. «A luglio abbiamo ricevuto una bolletta per il metano da 1milione – racconta Gaetano Torrente, responsabile commerciale dell’azienda omonima di famiglia e presidente della sezione alimentare dell’Unione industriali di Napoli –. Il costo del metano è lievitato del 300% rispetto a luglio scorso quando abbiamo pagato 280mila euro. Parlo di periodi confrontabili con uguale numero di giornate di lavoro di campagna. Voglio chiarire: la produzione è partita il 18 luglio, quindi i giorni di consumo intenso sono davvero pochi». La Torrente è una impresa familiare con stabilimento a Sant’Antonio Abate, in provincia di Napoli. Con 30 dipendenti circa fissi che diventano 270 nei mesi estivi, l’azienda produce passata e pelati che vende prevalentemente in Italia (85%) e in piccola quota all’estero, realizzando (nel 2021) un fatturato di 30 milioni. In azienda, in questi giorni, si discute della necessità di ritoccare il prezzo. «Al caro gas – aggiunge Torrente – dobbiamo aggiungere altri rincari: la materia prima, la banda stagnata, il vetro, imballaggi in cartone, trasporto...Ebbene, per un chilo di passata ci saranno almeno 30 centesimi di aumento per il co+nsumatore finale. Poca cosa, ma inevitabile».