Lo studio strategico commissionato dalle Confindustrie locali a Teha

Tra data center e talenti la rotta comune per Como, Lecco e Sondrio

Enfasi su tecnologia e innovazione, attrazione dei giovani e rilancio del turismo

di Luca Orlando

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Ottantamila imprese, capaci di generare nove miliardi di euro di valore aggiunto manifatturiero e oltre 13 miliardi di export. Sono i numeri delle province di Como, Lecco e Sondrio, territori che le Confindustrie locali provano a mettere a sistema attraverso un piano strategico di lungo termine. Analisi affidata a Teha che serve anzitutto per dare una quantificazione puntuale della forza produttiva locale. Territorio che può contare su più specializzazioni, incardinate su sei filiere-chiave: metallurgia (4,2 miliardi di Euro di fatturato), meccatronica (oltre 4.400 imprese), moda (2,1 miliardi di Euro di fatturato, per il 20% riconducibile alla produzione serica), arredo (25% delle imprese attive in Lombardia nella fabbricazione di mobili), agroalimentare (1 miliardo di Euro di export, pari al 9,7% del totale regionale, con un ruolo di traino della Valtellina) e turismo (7,3 milioni di presenze). Le competenze maturate in queste specializzazioni - si legge nello studio - sono alla base della competitività attuale e futura.

Qual è però il punto di partenza? Nell’analisi di Teha la griglia di analisi riguarda oltre 60 indicatori per indagare più dimensioni, tra benessere economico e lavoro, sostenibilità e formazione, produttività. L’analisi mostra come l’area sia capace di crescere più della media lombarda in due dei tre macro-indicatori di sistema: valore aggiunto per abitante e produttività del lavoro. A ciò si affianca un miglioramento significativo nel mercato del lavoro, con segnali positivi su occupazione, inclusa quella femminile, riduzione della disoccupazione giovanile e crescita dell’imprenditorialità giovanile. Anche la dimensione della formazione e innovazione si rafforza, grazie all’aumento della popolazione con istruzione terziaria, al calo dei NEET, alla partecipazione alla formazione continua e all’estensione della banda ultralarga. Nel complesso, le tre province si collocano nella Top 3 lombarda in oltre il 60% degli indicatori analizzati, con eccellenze in ambiti chiave come manifattura, turismo, servizi e qualità della vita. Risultati che confermano la capacità del territorio di competere a livello regionale e di attrarre investimenti e opportunità.

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Restano però rilevanti sfide strutturali. In particolare, la dimensione demografica e sociale rappresenta un punto critico: calo della popolazione giovane, bassa natalità e saldo migratorio negativo segnalano il rischio di un indebolimento del ricambio generazionale. A questo si aggiungono fragilità nel sistema produttivo (manifattura ed export), nel turismo (presenze e capacità ricettiva alberghiera) e nell’ambito ambientale (dispersione della rete idrica).

Le linee operative di sviluppo guardano in più direzione. Una prima proposta è quella di costituire un Manufacturing Innovation Hub dell’area vasta, in modo da sostenere la competitività e la transizione energetica e digitale delle filiere industriali chiave, favorendo le sinergie tra centri di ricerca, ecosistema delle startup e Pmi. In questo scenario, la realizzazione di un data center nell’Alta Lombardia rappresenterebbe un’opportunità strategica per rafforzare la connettività digitale, garantire resilienza e sicurezza dei sistemi (backup e disaster recovery), attrarre imprese innovative e startup, efficientare i servizi pubblici e decongestionare l’area metropolitana milanese. Progetto che potrebbe fungere da polo di innovazione regionale, con un moltiplicatore economico pari a 2,2 volte l’investimento e benefici occupazionali rilevanti sia in fase di costruzione che di gestione.

Guardando alla presenza di più aziende energivore, la proposta operativa prevede la creazione di Comunità Energetiche Rinnovabili e Solidali sovraprovinciali, il revamping degli impianti idroelettrici, la diffusione del teleriscaldamento, l’investimento in sistemi di accumulo e demand-response, protocolli comuni di monitoraggio dei consumi e programmi di formazione per lo sviluppo di una filiera industriale dell’energia green. I benefici attesi includono incentivi utilizzabili per progetti sociali e industriali, la possibilità di sfruttare fino a 880 MW di nuova capacità idroelettrica in Lombardia e un aumento di oltre tre volte dell’energia termica recuperata nei territori di Como e Lecco entro il 2029.

Se trattenere e attrarre i giovani è una priorità, diventa cruciale sviluppare una strategia di area. Con la creazione di un piano casa interprovinciale, un sistema di welfare territoriale condiviso che includa incentivi fiscali locali, agevolazioni sui servizi pubblici e progetti interaziendali per offrire migliori condizioni di vita e lavoro, una campagna di comunicazione coordinata per valorizzare la qualità della vita, il paesaggio e i servizi dei territori lariano e valtellinese. Fondamentale è anche l’istituzione di un Piano Casa interprovinciale,

Investimenti infrastrutturali, una gestione integrata dell’offerta turistica nelle tre province puntando a destagionalizzare i flussi, l’integrazione degli impianti sciistici dell’Alta Valtellina in un unico comprensorio interconnesso e un coordinamento dei servizi pubblici sono altri elementi che il piano d’azione suggerisce.

«Presentare un piano strategico per i nostri territori - – ha dichiarato Gianluca Brenna, Presidente di Confindustria Como - è un’opportunità che si presenta una volta ogni dieci anni per progettare il futuro a medio termine. Abbiamo avuto la fortuna di poterci concentrare sulle opportunità del territorio, individuando i driver di sviluppo e, soprattutto come Confindustria Como e Confindustria Lecco e Sondrio, la possibilità di coinvolgere tutti gli stakeholder locali . Il nostro obiettivo era quello di realizzare uno studio inclusivo, che tracci delle linee guida concrete per lo sviluppo futuro di quella che abbiamo individuato come Area Vasta. A me piace il concetto concreto dello sviluppo e solo insieme possiamo avere quella massa critica per essere attrattivi». .

«Ciò che conta - ha evidenziato il Presidente di Confindustria Lecco e Sondrio, Marco Campanari -è il concetto di fondo: un territorio molto vasto, con specificità da salvaguardare, sul quale costruire il futuro, valorizzando al tempo stesso i tanti punti di contatto che permettono di creare sinergie. Ma, ancora più a monte, c’è un ragionamento essenziale: il territorio non solo ha la necessità, ma anche il dovere di riprogettarsi continuamente. Questa occasione è stata quindi fondamentale per immaginare il nostro percorso da qui ai prossimi quindici o venti anni».

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