Banga (World Bank): «Jobs for young people is the best way to eliminate poverty in developing countries»
di Gianluca Di Donfrancesco
di Vera Viola
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«L’Osservatorio sulla resilienza, al secondo anno, ci conferma che anche nel 2022, anno tutt’altro che facile per l’economia mondiale, fare impresa al Sud è possibile e che si fa anche bene». Salvio Capasso, responsabile del Servizio Imprese e Territorio di Srm, centro studi collegato ad Intesa Sanpaolo.
Analisi, ricerche contraddistinte da un unico punta di vista che Capasso descrive così: «Abbiamo una visione positiva che ci porta a cercare cosa si può fare, come migliorare, su quali leve fare forza. Da qui nasce l’esigenza di descrivere il Mezzogiorno migliore».
C’è quindi un Sud che reagisce, resiste e che addirittura cresce?
Il 2021 e il 2022 sono stati due anni di grande vivacità dell’economia in Italia e anche nelle regioni meridionali. L’Osservatorio di Srm ha intervistato i rappresentanti di 300 imprese meridionali su 700 selezionate in tutta Italia e ha riscontrato attitudine a resistere con programmi di investimento anche più numerosi al Sud rispetto ad altre aree del Paese. Voglio precisare che abbiamo limitato la nostra indagine alle imprese con più di 10 dipendenti, escludendo quelle molto piccole. Il nostro campione è quindi composto da imprese abbastanza strutturate: per lo più sono società di capitali.
Hanno una buona propensione a investire, cresciuta rispetto al 2021. Ma è importante anche considerare queste imprese in cosa investono.