A un mese dal referendum sulla separazione delle carriere che si svolgerà il 22 e il 23 marzo, i sondaggi registrano una rimonta del No che fino a qualche settimana fa era a molti punti di distanza dal sì, dato nettamente per vincente. Ora gli occhi dei sondaggisti sono puntati sull’affluenza che sembra essere il primo dato-spia di come andrà la consultazione.
Il sondaggista Noto
«Le nostre stime sono che sul 40% si va ad un testa a testa, dal 43 aumentano i Sì» dice Antonio Noto dell’omonimo istituto di sondaggi. In ogni caso, per Noto, è ancora troppo presto per capire bene tutte le dinamiche che potrebbero entrare in gioco tra Sì, No e partecipazione al voto.
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Youtrend
Secondo il sondaggio Youtrend per Sky TG24, la partita del referendum costituzionale sulla riforma della giustizia rimane aperta e molto dipenderà da quanti andranno al voto. Al momento il Sì è in testa con il 51,0% nello scenario con affluenza alta (59,6%, includendo coloro che voterebbero sicuramente o probabilmente) e il No è avanti al 51,5% in quello con affluenza bassa (48,0%, considerando solo coloro che voterebbero sicuramente). Rispetto alla rilevazione diffusa l’11 febbraio, il No è cresciuto di 1,6 punti nello scenario con affluenza alta e di 0,4 in quello con affluenza bassa. NOTA METODOLOGICA: sondaggio svolto con metodologia CAWI tra il 17 e il 18 febbraio 2026 su un campione di 813 intervistati rappresentativi della popolazione maggiorenne residente in Italia, indagati per quote di genere ed età incrociate, stratificate per titolo di studio e ripartizione Istat di residenza. Il margine d’errore è del +/- 3,5% con un intervallo di confidenza del 95%.
Pagnoncelli
Nel sondaggio pubblicato da Nando Pagnoncelli sul Corriere della Sera, è l’affluenza al 46% che segna il discrimine. Sopra quella soglia vincerebbe il sì, sotto sarebbe più probabile la vittoria del No.
Perché alcuni studiosi definiscono oggi il Regno Unito “la nuova Italia”? Un viaggio tra Brexit, crisi delle appartenenze politiche e fine del mito della governabilità britannica all’indomani delle dimissioni...